PCB NEL MARE DELL’ISOLA D’ISCHIA – NUOVA INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE ON. PIETRO DIODATO

http://www.consiglio.regione.campania.it/crc/jsp/foto/DIODATO_Pietro.jpgPietro Diodato, Consigliere Regionale della Campania (Alleanza Nazionale)

Il periodo estivo non ferma la voglia di far luce sulla vicenda dell’inquinamento da PCB nel mare dell’Isola d’Ischia.

Appena qualche giorno fa veniva riportata su questo blog la volontà della Commissione Europea di mettersi in contatto con le Autorità Italiane per verificare il rispetto delle norme comunitarie su quanto accaduto davanti alle coste di Lacco Ameno e Casamicciola Terme, sull’Isola d’Ischia.

Molti inoltre ricorderanno come già lo scorso 12 Maggio il Consigliere Regionale Campano On. Pietro Diodato parlò di “Disastro ambientale senza precedenti” e si attivò sulla vicenda con un’interrogazione regionale.

Proprio in ragione del fatto che ad ogg dalla Regione Campania non sono arrivate le risposte e i chiarimenti richiesti l’On. Diodato ha quindi presentato nella giornata di ieri martedì 5 Agosto una nuova interrogazione (urgente e a risposta scritta) al Presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino e all’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Dott. Walter Ganapini.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione.

Prot. n. 164
Napoli,  5 agosto 2008

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE CAMPANIA, ALL’ASSESSORE ALL’ AMBIENTE.

Il sottoscritto Pietro  Diodato, consigliere della Regione Campania di Alleanza Nazionale, premesso che:

la vicenda dell’inquinamento da PCB dell’area marina protetta “Regno di Nettuno” si arricchisce di ulteriori inquietanti aspetti e sconcertanti conferme.
Nel corso del “Question Time” del 20 maggio 2008, l’assessore Valiante – delegato a proposito dall’assessore all’Ambiente Ganapini – rispondendo al mio atto ispettivo sulla “ Rottura di uno dei quattro cavi elettrici sottomarini ad alta tensione dell’Enel distesi tra Cuma e Lacco Ameno” presentava il lavoro svolto dagli Assessorati alle Attività Produttive ed all’Ambiente. Nel merito, in attesa delle determinazioni dell’ARPAC, si limitava a leggere un passo della relazione in cui l’Enel dichiarava categoricamente l’inesistenza del danno ambientale denunciato da più parti;

tale relazione, di cui sono ancora in attesa, nonostante l’Assessore Valiante avesse riferito pubblicamente di volermela consegnare personalmente, sembra essere stata smentita dagli esiti degli esami condotti dalla CHELAB per conto dell’ENEL che rivelano presenza di PCB nell’olio T3788 prelevato nella stazione di Cuma dal cavo sottomarino AT OF 150 KV Cuma-Lacco Ameno;

il confronto tra i congeneri PCB ritrovati nell’olio fluido isolante T3788 ed il PCB riscontrato dall’ARPAC nelle acque marine lungo i litorali tra Casamicciola e Lacco Ameno con rapporto di prova 200704583-01, ha evidenziato la presenza in mare e nell’olio Enel T3788 di due congeneri PCB Diossina Link PCB 77 – PCB 118 e il PCB 180;

inspiegabilmente non è stata uniformata secondo un unico protocollo di ricerca l’individuazione dei congeneri PCB affidata all’ARPAC e alla CHELAB. Per questa ragione, i congeneri PCB 52 – PCB 28 – PCB 101 – PCB 138 riscontrati dall’ARPAC nel braccio di mare tra Lacco Ameno e Casamicciola non sono stati oggetto di ricerca da parte della CHELAB. Infine, il PCB Diossina Link 157, pur essendo presente nell’olio T3788, non è stato preso in considerazione da alcuna indagine;

dall’incontro tenuto il 10 luglio 2008  tra  il responsabile, funzionari  Ambiente e Sicurezza DTR Campania della “Enel Distribuzioni S.p.A.”, l’Amministrazione Provinciale di Napoli, il Sindaco di Lacco Ameno ed i tecnici dell’ARPAC, sono emerse (intervento dell’ingegner Angelo Caggiano) l’inesistenza della concessione demaniale per i 4 cavi elettrici sottomarini e la mancanza   dell’autorizzazione regionale per le linee ad alta tensione la qual cosa potrebbe inficiare l’efficacia del DPGR 3651 dell’11.04.94.

Interroga, pertanto, il Presidente della Giunta e l’Assessore all’Ambiente  della Regione Campania per conoscere se:

-    le circostanze riportate in premessa rispondano al vero;
-    quali misure intendano adottare per ottenere che le analisi delle acque marine di Lacco Ameno-Casamicciola vengano eseguite dalla CHELAB e dall’ARPAC con metodi uniformi così come la ricerca dei congeneri PCB;
-    in virtù di quali autorizzazioni l’ENEL ha posto in opera la condotta elettrica tra Cuma e Lacco Ameno se – come sembra – mancano la concessione demaniale e l’autorizzazione regionale;
-    quali iniziative intendano adottare per tranquillizzare i cittadini di Casamicciola e Lacco Ameno preoccupati per la mancanza di chiarezza delle relazioni conclusive sulla presenza dei pericolosissimi inquinanti diffusi in mare con la ripetuta lacerazione – giugno e agosto 2008 – di cavi Enel della tratta in questione.

On. Pietro Diodato

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