Aggiornamento giovedì 29 settembre 2011: Il Corriere della Sera pubblica oggi la “lettera segreta della BCE all’Italia”. Ma come? La divulgazione non “avrebbe arrecato pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico e nello specifico all’efficacia dei messaggi della stessa Bce ai governi degli stati membri“?
Ora la BCE cosa farà? Aprirà un’inchiesta, denuncerà la violazione di segreto alle autorità giudiziarie o in fin dei conti, meglio farla uscire uscire sul Corriere?
IL CASO · Un italiano aveva fatto richiesta formale alla Bce. La risposta: «Potrebbe nuocere ai mercati»
Cinzia Gubbini - Egregio signore, va bene la trasparenza, ma non possiamo parlare di questi argomenti con lei. E soprattutto non in questo momento. Potrebbe essere questa la sintesi della risposta della Banca centrale europea ad Andrea D’Ambra, presidente dell’associazione Generazione Attiva, che aveva chiesto di avere accesso alla lettera che il presidente della Bce Trichet ha inviato a Berlusconi all’inizio di agosto. Quella che ha dato la stura alla manovra economica appena approvata. Quella che, secondo indiscrezioni, conteneva un inedito vademecum su cosa avrebbe dovuto fare l’Italia per rassicurare i mercati. Una sorta di “commissariamento”.
Ne sono seguiti appelli dalle prime pagine dei quotidiani affinché venisse resa pubblica. Persino un gruppo su Facebook che sollecita: «Tiratela fuori!»
Ma D’Ambra ha fatto la cosa più semplice del mondo: ha richiesto formalmente di avere accesso alla lettera, in base alla decisione della Bce del 4 marzo 2004, che in nome della trasparenza amplia la possibilità (già prevista in una precedente decisione del ‘98) di poter accedere agli atti della Banca centrale.
La risposta, però, è stata un «no, ci dispiace». In una missiva dettagliata e cortese – davvero altri gli standard europei rispetto a quelli italiani – il direttore generale del Segretariato e dei servizi linguistici della Bce spiega: «Abbiamo deciso di non fornire accesso al documento richiesto, poiché la divulgazione recherebbe pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico». Addirittura? «Nella fattispecie la Banca europea ritiene che la divulgazione recherebbe pregiudizio all’efficacia
dei messaggi della stessa Bce ai governi degli stati membri, in quanto strumento atto a promuovere un contesto favorevole al ripristino della fiducia degli investitori dei mercati finanziari, elemento di primaria importanza ai fini di una fluida conduzione della politica monetaria».
Il riferimento è all’art. 4 della decisione di sette anni fa, in cui è scritto chiaramente che la Bce può rifiutare l’accesso a un documento quando la sua divulgazione possa recare pregiudizio alla politica monetaria, finanziaria o economica della Comunità o di uno Stato membro. Detta così sembra la cosa più ragionevole del mondo. Ma applicata al caso della lettera di Trichet (e stando alla risposta della Bce, quella all’Italia non sarebbe l’unica) le cose cambiano.
Innanzitutto perché è stata la Bce a seguire una procedura da tutti giudicata inconsueta e politicamente azzardata, che rischia di esautorare le competenze non solo dei governi ma anche dei parlamenti nazionali. Ma in che senso la divulgazione della lettera ne inficerebbe l’efficacia? Gli investitori, probabilmente, sarebbero concordi con la Bce. I cittadini, in effetti, forse un po’ meno. Occorre non disturbare il manovratore? D’Ambra non demorde: «Almeno il parlamento dovrebbe essere informato. Faremo ricorso, e se necessario arriveremo fino al mediatore europeo».
Da IL MANIFESTO in edicola oggi venerdì 9 settembre 2011






Hanno mandato la stessa mail anche a me…
sei inarrestabile! God save Andrea !!!!!
Chissà perché non mi sorprende affatto.
Stessa risposta alla mia richiesta.
Le loro scuse mi fanno un baffo, qui c’è della censura bella e buona e poco rispetto per dei cittadini europei. Vergogna! Anche se mi aspettavo tale reazione il fatto che ci sia denota che hanno qualcosa da nascondere.
Non sorprende neanche a me! Siamo in dittatura: noi facciamo, vi raggiriamo le cose come vogliamo, tanto voi siete il popolo e dovete
ubbidire…..ragassi si parla di interessi enormi per persone milionarie, mica come noi!! E allora anche la legge della trasperenza
può essere mutata. Ma non demordiamo, per quanto, credo, che potremmo rimanere molto schifati da quella lettera.
Il punto è che noi non dobbiamo sapere. Ora ci distrarranno (secondo loro)con nuovi possibili attentati e avanti così
Che amarezza, delusione…Se hai bisogno di firme faccelo sapere.
sarà forse perchè il contenuto di quella lettera, alla fine , non ha niente di interessante visti i risultati che la manovra ha prodotto nei primi giorni, ed allora di qui elevare fumo e mistero………
Sarà vero proprio il contrario… Staremo a vedere
Aggiornamento giovedì 29 settembre 2011: Il Corriere della Sera pubblica oggi la “lettera segreta della BCE all’Italia”. Ma come? La divulgazione non “avrebbe arrecato pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico e nello specifico all’efficacia dei messaggi della stessa Bce ai governi degli stati membri“?
Ora la BCE cosa farà? Aprirà un’inchiesta, denuncerà la violazione di segreto alle autorità giudiziarie o in fin dei conti, meglio farla uscire uscire sul Corriere?
In effetti la traduzione pubblicata dal Corriere mi è arrivata su una mailing list… Comunque, la domanda di Andrea è tutt’altro che stupida. Ora staremo a vedere le mosse della BCE…
Ciao a tutti.
Andre’, te lo posso scrivere “a la romana”? Seconno me questi c’hanno più segatura che coccia – ossa, e nello specifico ossa piatte del cranio. Andando a leggere il contenuto (inutile dire che, tre ore dopo la pubblicazione sul Corriere, io mi sia andato a scaricare il testo), mi sembra che ci siano ben poche novità rispetto alla politica economica del bastone e della carota: tagliare, eliminare, abrogare, cancellare. Sai che segreto! e sai anche che manovra economica, così sono buoni tutti a fare gli economisti e a ridurre le spese; nessuno parla di rilancio dell’economia, di cultura, di ricerca, e perché no? anche di spesa educativa e sanitaria.
Tuttavia, questo “secret’e Pulecenella” ci fa capire che avevamo intrapresa la strada giusta, e anzi semmai avremmo dovuto spingere più ancora di quanto abbiamo fatto finora. Qui a Bracciano dove vivo stiamo tentando di costituire un Comitato Civico proprio nel tentativo di recuperare tutti gli scontenti della politica di partiti & banche; speriamo bene, perché finora i Meetup Beppe Grillo si sono sempre sciolti causa mancanza d’interesse – alla fine eravamo sempre i soliti dieci, su una popolazione di quasi ventimila persone.
forse inizio a capire che dobbiamo conoscere meglio e fare domande giuste, pasoliniane al contrario: io non conosco chi dirige il corriere della sera e chi gli ha detto di pubblicare la lettera, in quel momento.
non so i nomi di chi tiene le fila del mio presente e, in questo modo, manovra il mio futuro.
ma percepisco che questo modo non è quello che preferisco.