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Dec
26

Il caso di Barano e le domande di Bruxelles [Fatto Quotidiano]

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Che i fondi europei in Italia vengano troppo spesso mal gestiti è cosa purtroppo nota, le indagini “scippate” all’ex PM De Magistris sull’utilizzo dei fondi UE in Calabria ne furono l’ennesima conferma. Quello che però il contribuente italiano ed europeo si aspetta è che su tali finanziamenti di milioni e milioni di euro ci sia un controllo per evitare il ripetersi di tali abusi.

Sembra invece che nessuno voglia o possa intervenire per garantire la regolarità e il corretto utilizzo di tali fondi. Un caso emblematico ci arriva dall’Isola d’Ischia. Sotto il ponte della famosa fonte termale di Nitrodi, nel Comune di Barano, vi è una targa con tanto di logo dell’allora Comunità Europea su cui è riportato  “miglioramento delle condizioni di fruibilità del territorio, finanziamento del Fondo sociale europeo, quadro comunitario di sostegno 1994-1999, ponte di Nitrodi – Barano – Ischia“.

I ragazzi del Movimento 5 Stelle dell’Isola d’Ischia hanno verificato con una spedizione sul campo di cui è disponibile anche un video come già nel 2007 la situazione fosse di degrado assoluto con scarichi di non meglio precisati liquidi maleodoranti, resti di tubature di condotte precedenti lasciati sul posto e vere e proprie “discariche” a cielo aperto, il tutto che ovviamente si riversa a mare. Non è chiaro quindi in cosa sarebbero dovuti consistere i famosi lavori di “miglioramento delle condizioni di frubilità del territorio” finanziati dall’UE considerato che queste restano ancora da migliorare e di molto.

L’Autorità di Gestione dei POR Campania, sollecitata più volte sulla questione, non ha mai ritenuto di dover dare risposte. Il “bello” è venuto invece quando la Commissione Europea ha preso visione del video e della denuncia realizzati dal Movimento 5 Stelle. Questa si è detta “sorpresa” e ha informato di non avere cognizione diretta di quanto viene finanziato con risorse comunitarie (sembra paradossale ma è così). La selezione dei progetti infatti spetta esclusivamente alle autorità locali (in questo caso alla Regione Campania) e lì dove la Commissione interviene con controlli a campione è sulla verifica della correttezza della spesa (ma non sulla sua opportunità!)

Sembra però che a Barano l’abbiano fatta proprio grossa, il finanziamento del Fondo Sociale Europeo appare piuttosto improbabile per stessa ammissione degli addetti ai lavori di stanza a Bruxelles in quanto, tranne determinate eccezioni, questo fondo non si occupa mai del finanziamento di infrastrutture, che rimangono invece di competenza del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (ma anche su questo restano aperti tanti interrogativi).

La Commissione ha quindi preso carta e penna e ha scritto alla Regione Campania per chiedere di sapere cosa sia stato finanziato con il POR Campania 94/99 a Barano nell’ambito dell’azione “miglioramento delle condizioni di fruibilità del territorio“.

Non resta quindi che attendere sapendo di poter contare ancora sulle istituzioni europee che contrariamente a quelle nostrane, non ignorano il cittadino. Nel frattempo però spontaneamente viene da chiedersi se sia normale che dei cittadini debbano sostituirsi alle “autorità di controllo”, alla Magistratura, all’OLAF e via dicendo, il cui compito dovrebbe proprio essere quello di verificare l’esistenza di presunte frodi e individuarne i responsabili.

Dal Blog sul Fatto Quotidiano

2 comments

  1. Rodolfo Bava says:

    E’ una vergogna! Quanto denaro dilapidato! Quanti im(prenditori) del Nord Italia trasferitisi al Sud col solo scopo di fare razzia dei fondi europei (Legge 488). Strano, poi, che per delle pratiche di due o trecento milioni (il denaro dell’epoca) i controlli avvenissero prima di ogni trance del finanziamento; mentre per quelli di miliardi…..

  2. Stefano Stronati says:

    Sarebbe quasi il caso di scrivere che tutto il mondo è Forcella: come sarebbe a dire che la Commissione Europea abbia risposto “di non avere cognizione diretta di quanto viene finanziato con risorse comunitarie”?! Quindi, cari funzionari europei, fatemi capire: conviene provarci; tanto, quanti mai saranno i rompiconigli che denunciano all’Ufficio Europeo Anti Frode? Più il tempo passa più capisco i motivi che portano un cittadino onesto a “sorpassare a sinistra” la fila; anche se poi, alla fine, il danno si ritorce contro la comunità, cioè noi stessi. Grazie di tutto Andrea; e buon Anno.

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