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FUGHE D’AMORE, BUGIE E TELEGIORNALI agosto 22, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia, informazione , 5commenti

http://www.riviera24.it/userdata/immagini/foto/510/2009/03/bruno-tinti_150041.jpg

SCOMPARE UNA RAGAZZINA, LA MADRE AL TG1: “PROCURA CHIUSA PER FERIE, NESSUNO INDAGA”. MA NON È VERO

Di Bruno Tinti (foto)

Ci sono, insegna il catechismo, peccati veniali e peccati mortali; per quanto mi ricordo se si muore avendo commesso peccati veniali si va in purgatorio per un periodo di rieducazione; se invece si tratta di peccati mortali ti danno l’ergastolo, cioè si va all’inferno dove si resta per l’eternità.
Questa cosa da bambino mi terrorizzava: e se non faccio a tempo a confessarmi e finisco sotto un tram? Sia come sia, un po’ perché me lo hanno insegnato le suore alle elementari, un po’ perché mia mamma mi ha sempre spiegato che era un segno di debolezza di carattere, un po’ perché, da adulto, mi sono reso conto che era un sintomo di paura dell’altro, ho sempre pensato che mentire sia una cosa brutta e anche assai squalificante. Insomma chi mente è, dal mio punto di vista, molto   in basso sulla scala gerarchica degli esseri umani: un quaquaracquà, per dirla con i siciliani.

IERI SERA , al TG1 delle 20,00, hanno raccontato di una tredicenne di Vigevano che era scomparsa da casa da quattro giorni. Hanno detto che i genitori l’avevano mandata a trascorrere le vacanze fuori città, per allontanarla da un fidanzato che non gli piaceva; sembra che fosse “inadatto”. Hanno intervistato la mamma, in lacrime. Dopo aver raccontato che i due fidanzati avevano addirittura dichiarato che avrebbero messo i genitori davanti al fatto compiuto, perché la ragazzina avrebbe fatto in modo di restare incinta e così nulla avrebbe potuto più separarli, la signora ha detto che il fidanzato aveva sostenuto di non saper nulla di quello che era successo a sua figlia ma che certamente mentiva. E che non era stato fatto nulla   per dimostrare che mentiva, in particolare non erano state disposte intercettazioni telefoniche e non erano stati richiesti i tabulati delle sue utenze e dei suoi amici. Tutto fermo, ha detto la signora, perché il pm di Vigevano è in ferie e nessuno si occupa di questa storia. “Possibile che alla Procura di Vigevano non si riesca asostituire un pubblico ministero in ferie   e che per questo io non riesca a trovare mia figlia?” Fine del servizio, lacrime e indignazione generale: questi magistrati super pagati, fannulloni, insensibili, disorganizzati. Ah, come ha ragione “LUI”!

NATURALMENTE sono tutte bugie. Alla Procura di Vigevano è in servizio il Procuratore della Repubblica che si occupa attivamente dell’indagine. Gli ho parlato io, al telefono del suo ufficio; magari avrebbe potuto farlo il TG 1. Sono stati interrogati fidanzato e amici vari che hanno sostenuto di non saper nulla della ragazzina e di non aver nulla a che fare con la sua scomparsa. Mentiranno anche, ma la tortura è vista con sfavore da Amnesty International e quindi i pm hanno dovuto fermarsi. Qualcosa però hanno fatto perché hanno scoperto un possibile favoreggiamento di cui si sta occupando la Procura di Casale Monferrato, competente per territorio. Capisco che queste sottigliezze procedurali poco interessino la mamma della ragazzina, ma sulla competenza per territorio (sulla pretesa incompetenza) B&C hanno costruito difese celebri per tirare in lungo   i processi. Sicché, se il favoreggiamento è stato commesso nel territorio di Casale Monferrato c’è poco da fare, sono quei pm che se ne debbono occupare. E infatti lo stanno facendo. Ma, come prevede il codice di procedura, l’indagine è portata avanti dalle due Procure insieme che si scambiano costantemente informazioni; insomma, una cosa ben fatta. Dove la povera mamma ha proprio ragione è quando suggerisce, giustamente …. irritata, di “mettere sotto” i telefoni del fidanzato e dei suoi amici e di acquisirne i tabulati. “E che diavolo, – penserà – sono io a dovervi insegnare il mestiere?”      Eh, in effetti non sarebbe male sentire cosa dicono questi ragazzi; ma il punto è che, se una ragazzina dice di voler sposare il suo fidanzato e quindi scappa di casa perché i genitori non vogliono, i reati ipotizzabili sono 2: art. 573 codice penale, sottrazione consensuale di minorenni; e art. 574, sottrazione di persone incapaci. La differenza sta nel fatto che, nel primo caso, il minore “sottratto” deve avere più di 14 anni e, nel secondo, meno di 14 anni. Le pene sono diverse: fino a 2 anni per il primo caso e da 1 anno a 3 anni per il secondo. E qui nasce il problema: l’art. 266 del codice di procedura penale stabilisce che si può intercettare e acquisire tabulati solo quando si procede per reati puniti con una pena superiore a 5 anni di reclusione; o per qualche altro reato specificatamente indicato, tra cui però non ci sono i due per i quali si procede a Vigevano; e nemmeno il favoreggiamento (punito con pena fino a 4 anni di reclusione) per cui è competente la Procura di Casale Monferrato. Insomma, sarebbe proprio utile intercettare; ma non si può.

SICCHÉ la Procura di Vigevano e quella di Casale stanno facendo quello che possono, rispettando la legge, si capisce. Anche il TG 1 sta facendo quello che può: sputtanare i magistrati e dare una mano al padrone. Che tutto questo passi per menzogne e superficialità non è molto importante per questa gente: tanto, avranno pensato, alla palla della Procura chiusa per ferie ci credono tutti; e chi volete che sappia che c’è l’articolo 266 del codice di procedura?    Ora io non mi ricordo se mentire e calunniare, secondo la dottrina cattolica, siano peccati veniali o mortali; però, nella mia scala di valori, io li manderei all’inferno.

Dal Fatto Quotidiano

I furbetti del bavaglino giugno 15, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia, informazione , aggiungi un commento

http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/intercettazione-300x255.jpg

Cosa è più importante: controllare il rubinetto o il lavandino? Se controllo il lavandino posso dire a chi lo usa che non deve riempirlo oltre una certa misura; e lui forse mi obbedirà e forse no; e, se non mi obbedisce, io dovrò magari denunciarlo e fargli fare un processo. Allora tutti gli utilizzatori dei lavandini si coalizzeranno contro di me e io farò una figuraccia. E poi magari lo assolvono pure perché riempire i lavandini è un diritto costituzionale. Ma, se controllo il rubinetto, non ho bisogno di ordinare niente a nessuno: lo chiudo e l’acqua non arriva più. E del lavandino facciano quello che vogliono. Ecco, questo è quello che sta facendo questo legislatore furbastro. Il mondo dell’informazione si è ribellato? Facciamogli credere che ci hanno toccato il cuore. Ma sì, figlioli, pubblicate pure, con un po’ di cautela, “per riassunto”, ma sia mai che la libertà di stampa sia conculcata. E se eccedete non vi preoccupate, multe piccoline (non poi tanto) e prigione finta, qualche giorno con la condizionale o agli arresti domiciliari o l’affidamento in prova al servizio sociale.

Fare gli eroi vi costerà poco. E anche a noi soci della premiata Cricca costerà poco; tanto, che pubblicano? Siamo in una botte di ferro: senza intercettazioni i magistrati si attaccano, non ci scopriranno mai; e se non ci scoprono non fanno i processi; e se non fanno i processi non c’è niente da pubblicare. Soldi e impunità, impunità e soldi, questo è il nostro radioso futuro. Credete che sia una diagnosi sbagliata, magari eccessivamente pessimista? State a vedere.

1) Si può intercettare solo per 75 giorni; poi si smette. Però magari gli intercettati parlano di questa o quella operazione, di questa o quella banca dove far arrivare i soldi, di questo o quell’appalto su cui ci si deve mettere d’accordo: discorsi promettenti ma ancora vaghi. Allora si può continuare; ma solo per tre giorni, previa autorizzazione di tre giudici del Tribunale del capoluogo di Provincia a cui bisogna mandare tutto il fascicolo e la richiesta di prorogare l’intercettazione. Mettiamo che i giudici autorizzino e l’intercettazione continui; dopo tre giorni ci risiamo, i soldi sono arrivati ma se ne debbono mandare un po’ anche a un altro amico, l’appalto s’è bloccato, si deve sentire cosa ne pensa l’assessore, quello che tu sai… Che si fa? Niente paura, l’intercettazione continua; per altri tre giorni; previo, si capisce, invio del fascicolo ai tre giudici del Tribunale capoluogo di Provincia (che magari non sono più quelli di prima e debbono ristudiarsi tutto daccapo). E via così magari per un anno o due. Non c’è che dire, una cosa agile ed efficiente.

2) Non si può intercettare se il motivo per intercettare è costituito solo dal contenuto di un’altra intercettazione. Cioè esattamente quello che capita nel 99 per cento dei casi. I nostri intercettati chiacchierano e fanno riferimento a “lui”, a quello che deve dare il via. Ne fanno anche il nome e il cognome. In un paese normale si corre a intercettare “lui”; e, poco dopo, li si arresta tutti perché “lui” ha chiacchierato per bene al telefono. Ma il nostro non è un paese normale, è il paese di B&C; qui serve garantirsi l’impunità. E così il telefono di “lui” non si intercetta. “Lui” spiegherà ai suoi servi, sgherri, sicari, associati (fate voi) quello che vuole che facciano, dalla corruzione al falso in bilancio, passando per la frode fiscale e il contrabbando; loro eseguiranno e i magistrati non ne sapranno mai nulla.

3) Nel caso di reati commessi da ignoti non si può intercettare senza consenso della parte offesa. Che non c’è mai in tutti i casi di estorsione perché gli estorti hanno paura. Per anni i sequestri di persona non sono stati denunciati dai parenti che avevano paura che i sequestratori facessero del male all’ostaggio; e per anni i riscatti sono stati pagati all’insaputa di forze dell’ordine e magistratura, nella speranza di veder tornare il loro caro. Che invece restava in prigionia finanziata proprio con questi soldi. Nelle regioni a controllo mafioso del territorio (lo sanno B&C che sono almeno quattro?) l’economia sarà progressivamente strangolata da un’estorsione sempre più organizzata e aggressiva. Ma non è vero!, dicono indignati (per finta) questi ipocriti: per mafia e terrorismo si intercetta senza dire niente a nessuno, senza limiti di tempo e senza autorizzazioni della parte offesa! E già, perché lo sanno tutti che un omicidio, un incendio, un pestaggio sono sempre e solo reati di mafia: hanno l’etichetta appiccicata sul colletto delle vittime: made in Mafia. Capisco che cultura giuridica ed esperienza giudiziaria in questa gente latitano. Ma un po’ di cinefilia? Qualcuno si ricorda Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto? Tutti convinti che si tratta di mafia o politica; invece si tratta di assassinio passionale. Può capitare il contrario, anzi in genere è proprio così che vanno le cose: chi ci dice che il nostro morto ammazzato non lo hanno fatto fuori moglie e amante? Come si motiva al gip la asserita certezza che si tratta di assassinio di mafia e che servono le intercettazioni no limits?

4) Come ho detto, furbastri sono. Così, finito con i paletti giuridici, siccome non si sa mai cosa ti combinano questi pm comunisti, hanno previsto gli ostacoli pratici. Vuoi intercettare? Allora prendi i tuoi 23 faldoni, caricali sulla macchina (che la Procura non ha oppure è rotta oppure non c’è la benzina) e portali al Tribunale del capoluogo del distretto (per dire, da Aosta a Torino). Lì, consegna tutto a un cancelliere (che non c’è perché il personale amministrativo è inferiore del 40% rispetto a quello che servirebbe) che deve annotare su apposito registro la consegna. Poi aspetta che 3 giudici (che non ci sono perché sono tutti impegnati a fare processi che si prescriveranno tra un anno e bisogna spicciarsi se no fanno la fine dei processi di B, “assolto” perché colpevole prescritto) decidano che sì, si può intercettare; a questo punto corri a riprenderti i tuoi faldoni e attacca i telefoni. Per 15 giorni, attenzione, perché poi devi chiedere le proroghe (ogni 3 giorni!) e tutto il va e vieni dei faldoni ricomincia daccapo. Se manca la benzina, la macchina o il cancelliere, sei fregato. Dura lex sed lex. Ma l’ha fatta Alfano! Sempre lex è.

Bruno Tinti - Da il Fatto Quotidiano, 11 giugno 2010

Craxi, Napolitano e la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani gennaio 22, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, giustizia, politica , aggiungi un commento

http://www.lapolis.it/blog/images/craxi01g.jpghttp://casinipresidente.files.wordpress.com/2008/04/napolitano_g.jpg

Qui di seguito il testo integrale della lettera pubblicata sul blog di Beppe Grillo due giorni fa.

Carissimo Beppe,
ho letto che Napolitano nel messaggio indirizzato alla vedova Craxi scrive tra l’altro <<Né si può peraltro dimenticare che la Corte dei Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo - nell’esaminare il ricorso contro una delle sentenze definitive di condanna dell’on. Craxi -  ritenne, con decisione del 2002, che, pur nel rispetto delle norme italiane allora vigenti, fosse stato violato il “diritto ad un processo equo” per uno degli aspetti indicati dalla Convenzione europea. >>
Peccato però che se si va a leggere la sentenza della CEDU sul caso si scopre che per tutti i punti contestati la Corte non ritenne esserci alcuna violazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani tranne che per uno:

LA COUR, À l’UNANIMITÉ,
1.  Dit qu’il n’y a pas eu violation de l’article 6 §§ 1 et 3 b) de la Convention en raison du caractère rapproché des dates d’audiences dans les différentes procédures engagées contre le requérant ;
2.  Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 §§ 1 et 3 d) de la Convention en raison de l’impossibilité d’interroger ou de faire interroger les témoins à charge décédés ou qui se sont prévalus de leur droit de garder le silence ;
3.  Dit qu’il n’y a pas eu violation de l’article 6 de la Convention en raison de la campagne de presse dirigée contre le requérant ;
4.  Dit que le constat de violation figurant dans le présent arrêt fournit par lui-même une satisfaction équitable suffisante pour tout préjudice matériel et moral subi par le requérant.
5.  Rejette, à l’unanimité, la demande de satisfaction équitable.

Non ci fu violazione dell’Articolo 6 §§ 1 et 3 b in ragione del carattere ravvicinato delle date di udienza nel differenti processi così come non ci fu violazione dell’aticolo 6 della Convenzione in ragione della campagna di stampa diretta contro Craxi. L’unico in cui constatò una violazione della convenzione europea dei diritti umani fu il punto 2 che rileva la violazione dell’articolo 6 §§ 1 et 3 d) in ragione dell’impossibilità di interrogare o di far interrogare i testimoni a carico deceduti o che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La stessa Corte chiarisce però nella sentenza che tale violazione si riferiva in generale al sistema normativo/giudiziario italiano: “Il est vrai que la Cour vient de constater que cette procédure a emporté violation de l’article 6 §§ 1 et 3 d) de la Convention (voir paragraphe 94 ci-dessus) ; cependant, en l’espèce un tel manquement aux exigences du procès équitable était dû à l’application, par les juges nationaux, de dispositions législatives de portée générale, applicables à tous les justiciables. Rien dans le dossier ne permet de penser que, dans l’interprétation du droit national ou dans l’évaluation des arguments des parties et des éléments à charge, les juges qui se sont prononcés sur le fond ont été influencés par les affirmations contenues dans la presse.
(è vero che la corte constata che questa procedura ha portato la violazione dell’articolo 6 paragrafi 1 e 3 d della convenzione; ciò nonostante questa mancanza alle esigenze di un processo equo era dovuta all’applicazione da parte dei giudici nazionali delle disposizioni legislative di portata generale applicabili a tutti i cittadini. Niente nel dossier permette di pensare che nell’interpretazione del diritto nazionale o nella valutazione degli argomenti delle parti e degli elementi a carico i giudici che si sono pronunciati siano stati influenzati dalle affermazioni contenute nella stampa). In altre parole i giudici non hanno fatto altro che applicare la legge in vigore in Italia in quel momento.
A conferma di ciò la stessa Corte poi all’unanimità stabilisce di non dover nessuni risarcimento alla famiglia ritenendo che “le constat de violation figurant dans le présent arrêt fournit par lui-même une satisfaction équitable suffisante pour tout préjudice matériel et moral subi par le requérant.” la constatazione della violazione figurante nella presente decisione/sentenza fornisce essa stessa una riparazione equa per qualsiasi danno materiale e morale subito dal denunciante.

Con stima

Andrea D’Ambra

Le conseguenze della legge bavaglio sulle intercettazioni luglio 8, 2009

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia , 2commenti

http://www.ilgiornalista.unisa.it/sezioni/IIbiennio_italia/febbraio2009/intgiorn.jpg

Bruno Tinti, ex Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Torino e autore dei Libri “Toghe Rotte” e “La Questione Immorale” editi entrambi da Chiarelettere, illustra, come sempre in modo chiaro ed efficace, le conseguenze che porterebbe la legge contro le intercettazioni che il Governo e la maggioranza PDL-LEGA hanno intenzione di approvare prossimamente.

Eccone un assaggio:

Alcune ricadute pratiche (tratte da indagini realmente condotte nel distretto di Catania):

Caso 1 – Tentato omicidio di Tizio

-in data 1.1.01 giunge in ospedale Tizio con ferita da taglio all’addome;

-Tizio dichiara di essere caduto in casa e di essersi ferito con una forbice;

-Caia, moglie di Tizio, dichiara di essere stata presente al fatto, ma di non aver visto con esattezza la dinamica dell’incidente;

-Mevio, chirurgo che opera Tizio, rappresenta al magistrato che la ferita è molto profonda ed è difficilmente riconducibile ad un colpo accidentale;

-il magistrato apre dunque un procedimento nei confronti di ignoti per il reato di tentato omicidio e riascolta Tizio e Caia che confermano la versione già fornita (incidente domestico).

Caso 1 -  Sviluppo dell’indagine con l’attuale sistema

-Viene disposta perquisizione nell’abitazione di Tizio e Caia: si rinvengono tracce di sangue.

-Viene disposto il sequestro della forbice con la quale Tizio riferisce di essersi ferito, ma la stessa è incompatibile con la ferita riscontrata.

-Le incongruenze nel racconto di Tizio e le indicazioni del chirurgo Mevio integrano gravi indizi del reato di tentato omicidio e si dispone l’intercettazione sulle utenze telefoniche in uso a Tizio e Caia nonché l’intercettazione tra presenti nella stanza di ospedale (indispensabili stante la mancata collaborazione della persona offesa);

-Dalle intercettazioni emerge un vero e proprio stato di soggezione di Tizio a Caia e le lamentele di Caia nei confronti di Tizio per non aver “raccontato” una storia più verosimile dell’accaduto. In una conversazione con Caietta (figlia della coppia) Tizio le confida di essere stato colpito proprio da Caia con un coltello

-Caia viene pertanto sottoposta a misura cautelare (va in prigione) e rende piena confessione.

SENTENZA DI CONDANNA.

Caso 1 - Sviluppo dell’indagine con la nuova legge

-Viene disposta perquisizione nell’abitazione di Tizio e Caia: si rinvengono tracce di sangue.

-Viene disposto il sequestro della forbice con la quale Tizio riferisce di essersi ferito, ma la stessa è incompatibile con la ferita riscontrata.

IN ASSENZA DI COLLABORAZIONE DI TIZIO (Parte Offesa) NESSUN ALTRO ACCERTAMENTO E’ POSSIBILE

ARCHIVIAZIONE PROCEDIMENTO

NO AI CONDANNATI AL PARLAMENTO EUROPEO: LE PRIME RISPOSTE aprile 10, 2009

Inviato da Andrea D'Ambra in : democrazia, europa, giustizia , 6commenti

http://dambra.files.wordpress.com/2009/03/parlamento_europeo_pulito.png

Continua l’iniziativa lanciata su questo blog per Un Parlamento Europeo senza condannati.

Le centinaia di e-mail inviate al Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, l’Eurodeputato socialista tedesco Jo Leinen, stanno cominciando a sortire il loro effetto.

Al contrario del suo omologo italiano al Senato Vizzini, che rimane in silenzio e non risponde alle e-mails dei 350mila cittadini che hanno firmato il DDL Parlamento Pulito né lo mette all’ordine del giorno, l’On. Leinen risponde invece ai cittadini (nonostante non siano elettori della sua circoscrizione) e fa sperare. Mi scrive Leinen:

Caro Sig. D’Ambra,

Grazie per la Sua e-mail del 14 Marzo 2009 che solleva una seria preoccupazione con riguardo all’Atto riguardante l’elezione di rappresentanti del Parlamento europeo per suffragio universale e diretto (l’Atto). Come Lei giustamente indica, l’Articolo 8 dell’Atto si riferisce ai provvedimenti nazionali per tutte le questioni che non sono trattate nell’Atto. Mentre l’Atto contiene all’Articolo 7 provvedimenti sull’incompatibilità con l’ufficio del membro del Parlamento Europeo, la questione dell’eleggibilità non è toccata nell’atto stesso. Di conseguenza questa questione cade esclusivamente sotto la legge nazionale.

Come Lei probabilmente saprà, la procedura per cambiare l’Atto è complicata e molto lunga: il Parlamento fa una proposta, il Consiglio deve agire unanimamente dopo avere ottenuto l’assenso del Parlamento, e gli Stati Membri devono adottare i provvedimenti attinenti nel rispetto dei rispettivi requisiti costituzionali (Articolo 190 paragrafo 4 del Trattato).

Il Parlamento ha dato il suo ultimo assenso a una tale modifica il 12 giugno 2002, con il quale ha introdotto il principio di rappresentanza proporzionale nel regime che governa le elezioni del Parlamento Europeo.

Il comitato (Affari Costituzionali) che io sto presiedendo ha intrapreso un’ulteriore modifica dell’Atto lo scorso Autunno, con riguardo all’età minima per elettori e candidati. Visto che non sembrò possibile approvare questa modifica prima delle elezioni, è stata lasciata per il nuovo Parlamento. Se il nostro comitato nella sua nuova composizione riprenderà la procedura, il problema che Lei ha posto potrebbe benissimo essere preso in considerazione in tale contesto.

Distinti saluti

Jo Leinen

Gli ho risposto ringraziandolo per l’impegno preso ma gli ho fatto anche sapere, sperando di interpretare il sentimento comune dei firmatari di questa iniziativa,  di restare comunque in attesa, anche prima delle prossime elezioni, di un segno tangibile visto che due mesi ci separano ancora dalle elezioni europee, e che, quando lo si vuole davvero, le cose diventano realizzabili anche in poco tempo. ( Basti citare il caso delle modifiche al regolamento per impedire a Le Pen di presiedere , in qualità di membro più anziano la prossima seduta inaugurativa dopo le elezioni.)

Ma Leinen non è stato l’unico a rispondere alle sollecitazioni per una modifica all’Atto[1] che regolamenta l’elezione dei parlamentari europei. No, ovviamente non sto parlando degli italiani, su ciò potete stare tranquilli, non si smentiscono: nessun eurodeputato italiano ha finora dato cenni di vita né manifestato alcun sostegno a questa iniziativa, nessuno dei 4 che compongono la Commissione Affari Costituzionali: Frassoni, Ventre, Morgantini, Zani a cui ero stato indirizzato dal Presidente del Parlamento Europeo Poettering, né nessuno altro dei 78 Eurodeputati italiani.

Hanno invece risposto, manifestando interesse e sostegno per l’iniziativa due eurodeputati dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE): l’inglese Andrew Duff e il tedesco Alexander Alvaro e un eurodeputato del gruppo socialista: l’ inglese Richard Corbett.

I condannati attualmente al Parlamento Europeo:

http://www.tinofontana.com/50_Silvio/2005-12/CS_051213_Bonsignore_Vito.jpghttp://4.bp.blogspot.com/_RNmtqwMgpBw/SPdxEil4rgI/AAAAAAAADXg/Uj6E-EUBSL8/s400/borghezio_jpglxvjvt.jpghttp://www.laquadrature.net/wiki/images/f/f6/GiannideMichelis.jpghttp://3.bp.blogspot.com/_28wcAh_wfUc/Sabm_XVdoeI/AAAAAAAAPNQ/Zd01C3-EuyA/s400/PATRICIELLO.jpg

I fantastici quattro: Bonsignore, Borghezio, De Michelis, Patriciello

- Vito BONSIGNORE (PDL/PPE): condannato a 2 anni di carcere per tentata corruzione per l’appalto dell’ospedale d’Asti.

- Mario BORGHEZIO (LEGA NORD/UEN): condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa;

- Gianni DE MICHELIS (SOCIALISTA/PSE): 1 anno e 6 mesi patteggiati a Milano per corruzione per le tangenti autostradali del Veneto; 6 mesi patteggiati per finanziamento illecito Enimont;

- Aldo PATRICIELLO (PDL/PPE): Condannato per finanziamento illecito;

Fonte

ATTIVATI ANCHE TU PER UN PARLAMENTO EUROPEO SENZA CONDANNATI!

ECCO COSA PUOI FARE:

Esempio di testo da poter inviare:

I write you to ask the amendment of the Act concerning the election of representatives of the European Parliament by direct universal suffrage, annexed to Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20 September 1976 to prevent and protect EP from convicted people so that they cannot become European Members of Parliament at Strasbourg and Brussels.
As you may know the above Act today don’t say anything on this situation and re-call only the national laws of the European members so the consequence is that, as, for example, in Italy there is no law that prevent convicted people to become elected Italy has the bad record for number of sentenced people who sit not only in Italian Parliament but also in the European one.
I know that there is a Recommendation of the 30 May 2002 on the draft Council decision amending the Act concerning the election of representatives of the European Parliament by direct universal suffrage, annexed to Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20 September 1976 but unfortunately there is still no prevision in it about this matter to prevent convicted people being elected at the EU Parliament.
For this reason I’m addressing to you, confiding in your sensibility toward this problem and asking you to handle to amend the Act to reach the goal above described, conforming the forecasts for all the European Members of Parliament, in a way that there will in future no more convicted people in the European Parliament, like unfortunately today they still are, also for serious crimes.
I look forward to receive an answer from you
I thank you in advance
Best Regards

http://www.aboliamoli.eu/parlamento_europeo_pulito_2.png

—-

[1]Atto recante elezione dei rappresentanti del pe a suffragio universale diretto, allegato alla decisione 76/787/ceca, cee, euratom del consiglio del 20 settembre 1976

NO AI CONDANNATI AL PARLAMENTO EUROPEO! marzo 21, 2009

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia, politica , 24commenti

parlamento_europeo_pulito

In italia sappiamo di avere  condannati al parlamento.  Molti di noi pero’ non sanno che per premiarli li esportiamo anche in Europa. Ad oggi a livello europeo su questo valgono le leggi dei paesi membri e visto che in Italia non esiste ancora una legge che vieti ai condannati di poter essere eletti al Parlamento questi vengono candidati ed eletti anche a Strasburgo e Bruxelles.

Nell’attesa che la Commissione Affari Costituzionali del Senato Italiano e il suo presidente vizzini si decidano ad approvare il disegno di legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito” firmato e sottoscritto da oltre 300mila cittadini italiani in occasione del VDAY perché non chiediamo al Parlamento Europeo di modificare la norma europea che disciplina l’elezione dei parlamentari in europa * affinche’ questa venga uniformata per non rendere piu’ possibile che un condannato possa sedere tra i banchi di strasburgo e bruxelles?

Per fare cio’ vi invito ad inviare una e-mail anche con scritto solo “no criminals in the european parliament, please change the law!al Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, il socialista tedesco Jo Leinen, all’indirizzo jo.leinen@europarl.europa.eu e alla commissione stessa all’indirizzo ip-afco@europarl.europa.eu confidando in una maggiore sensibilita’ al tema in europa rispetto all’assoluta sordita’ dimostrata dai politici italiani (a parte qualche rara eccezione minoritaria… vedi IDV)

Un minuto del vostro tempo puo’ aiutarci a pulire il Parlamento Europeo, PROVIAMOCI!

Grazie

Andrea D’Ambra

*atto recante elezione dei rappresentanti del pe a suffragio universale diretto, allegato alla decisione 76/787/ceca, cee, euratom del consiglio del 20 settembre 1976

INVIA LA TUA MAIL ALLA COMMISSIONE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO - CLICCA QUI

http://www.aboliamoli.eu/parlamento_europeo_pulito_2.png

AGGIORNAMENTO 01/04/2009: Le nostre centinaia di e-mail per un Parlamento Europeo senza condannati stanno cominciando a sortire l’effetto sperato. A breve dovrei potervi annunciare importanti novità…
Nel frattempo vi invito a sfruttare un’occasione per far sentire la nostra voce al Parlamento Europeo.
All’indirizzo http://www.aboliamoli.eu/Sondage-survey_IT-OK.pdf trovate il breve sondaggio anonimo sulle elezioni europee ricevuto oggi dal Parlamento Europeo.  Bastano pochi secondi: semplicemente rispondendo si o no alle domande ma, l’occasione più importante che ci viene data è quella di inserire un riferimento contro i condannati rispondendo all’ultima domanda: “Se Lei fosse eletto(a) deputato(a) europeo(a), quali sarebbero le tre più importanti proposte che sottometterebbe al Parlamento europeo?” Dopo aver fatto ciò cliccate su pulsante “inviate le vostre risposte” e si aprirà una mail da inviare all’indirizzo del Parlamento Europeo (inserito in automatico). Facciamo sì che quando i risultati del sondaggio verranno resi noti la nostra proposta risulti fra le più quotate.
PASSATE PAROLA E INVITATE AMICI AD ISCRIVERSI AL GRUPPO SU FACEBOOK ED INVIARE MAIL AL PARLAMENTO EUROPEO!!!

NO CRIMINALS IN THE EUROPEAN PARLIAMENT!

Italy has the bad record for number of sentenced people in the national parliament. Unfortunately criminals also seat in the European Parliament. This because national laws regulate the matter and as Italy has still no law to avoid/prevent convicted people being elected they can also go to Strasbourg/Bruxelles.

So why don’t ask the European Parliament to amend the european law who regulate this matter* so that it will be uniform to avoid/prevent convicted people being elected at the european parliament?

To do so I ask you to send an e-mail also with just wrote “no criminals in the european parliament, please change the law!to the President of the AFCO Commission of the European Parliament Mr. Jo Leinen to his address jo.leinen@europarl.europa.eu and to the afco commission’s address ip-afco@europarl.europa.eu hoping that europeans will be more sensitive to this problem, contrarily to their italian collegues.

One minute of your time can help us to have a clean European Parliament, please let us try!

Thank you

Andrea D’Ambra

* act concerning the election of representatives of the european parliament by direct universal suffrage, annexed to council decision 76/787/ecsc, eec, euratom of 20 september 1976

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Ogni commento è superfluo febbraio 27, 2009

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia, italia , aggiungi un commento

Perché no? febbraio 25, 2009

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia , 2commenti

http://2.bp.blogspot.com/_zPM5ytdq_wo/SPMSWpCuQjI/AAAAAAAAAc8/acud9HHkZAU/s320/legge-uguale-per-tutti.jpg

Mettiamo per assurdo che esista al mondo un piccolo paese in Oceania dove la più importante carica politica, indagata  e processata per corruzione riesca a ottenere la sospensione di tutte le indagini e i processi a suo carico grazie ad una ipotetica legge-scudo fatta varare da un ipotetico parlamento composto da una maggioranza di personaggi scelti da lui e non dal popolo.

Sempre per ipotesi assurda e surreale questa legge, che durante l’intero mandato lo mette al riparo da indagini e processi (in attesa di santa prescrizione), in seguito all’intervento di alcuni Giudici, deve essere vagliata da una Corte che deve esprimere il parere di costituzionalità e nel caso di incostituzionalità questa legge decade perdendo effetto e facendo riprendere gli eventuali processi e/o indagini a suo carico.

Ora, provate per assurdo (anche se con difficoltà, lo so) a mettervi nei panni di questo personaggio di questa storia, davanti a questa prospettiva, e con la consapevolezza di poter anche commettere reati essendo voi non indagabile né perseguibile, non provereste a fare di tutto perché quella legge non venga dichiarata incostituzionale???

Quei comunisti dei giornali inglesi! febbraio 17, 2009

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia , 1 commento finora

http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/12/silvio-berlusconi-david-mills.jpg

Cinzia Sasso, su Repubblica.it si chiede chi abbia corrotto David Mills, ex avvocato-consulente di Berlusconi per la finanza estera.

I colleghi inglesi della giornalista di Repubblica fanno il lavoro completo e oltre a chiederselo si danno anche la risposta e cosa ancora più incredibile, la scrivono!!

Il Times (noto quotidiano comunista)

David Mills, Il marito separato di Tessa Jowell, la Ministra inglese, è stato oggi condannato al carcere per aver accettato un dono di 600,000 Dollari (all’epoca circa 350,000 pounds) da Silvio Berlusconi, il Primo Ministro italiano, per deporre il falso sul suo conto in un processo di corruzione.

http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article5753034.ece

La sovietica BBC

David Mills, marito separato del ministro britannico Tessa Jowell è stato ritenuto colpevole di aver accettato un dono dal Primo Ministro Italiano Silvio Berlusconi.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7889288.stm

Nei paesi civili ci si dimette per molto meno, basti citare solo alcuni esempi recenti:

- Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giapponese Shoichi Nakagawa che dopo aver ricevuto critiche e essere stato accusato di aver alzato un po’ troppo il gomito al vertice di Roma del G7 di qualche giorno fa si è dimesso per aver considerato di aver danneggiato l’immagine del proprio paese all’estero;

- Olmert, ex primo ministro israeliano che, indagato si è dimesso dopo aver espresso l’orgoglio di essere cittadino di un paese in cui anche un primo ministro può essere indagato dalla polizia come un semplice cittadino.

PS: A dire il vero qualcuno si è dimesso oggi….. Weltroni. Speriamo che sia di buon esempio!

Tutti a Roma il 28 Gennaio! gennaio 21, 2009

Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia , 1 commento finora

http://www.beppegrillo.it/immagini_blog/banner_28gennaio.jpg

Io so.

Io so che la criminalità organizzata e la massoneria comandano in Calabria e anche a Roma.

Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.

Io so che nove miliardi di euro di fondi europei, di cui i cittadini non hanno alcun controllo, finanziano ogni anni le mafie, i partiti e sono all’origine del voto di scambio nel Sud.

Io so che i padri di questa Repubblica, la seconda Repubblica, sono i mandanti morali dell’omicidio di Paolo Borsellino.

Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.

Io so che la Procura di Salerno deve essere lasciata libera di indagare la Procura di Catanzaro.

Io so che il tribunale per il Riesame ha dichiarato corretto il comportamento tenuto dalla procura di Salerno e dal suo Procuratore Apicella.

Io so che non esiste alcuna guerra tra Procure, ma una Procura indagata, quella di Catanzaro, e una che ha indagato nel rispetto della legge e dei regolamenti, quella di Salerno.

Io so tutto questo, ma non ho le prove. Solo una montagna, una colossale montagna di indizi.

Io so che Alfano ha il compito di proteggere Berlusconi dalla Giustizia e non la Giustizia da Berlusconi.

Io so che quattro cariche dello Stato sono al di sopra della legge, come neppure i re e i principi del Medio Evo, per non essere soggette alla legge, per non farsi processare, per non finire in galera.

Io so che le cariche dello Stato al di sopra della legge e, quindi, fuorilegge si chiamano, in ordine alfabetico: Berlusconi, Fini, Napolitano e Schifani.

Io so che un giornalista del Corriere della Sera, Vulpio, è stato rimosso dal suo incarico dal direttore Mieli per aver riportato nei suoi articoli i nomi eccellenti delle persone coinvolte dalle indagini in corso a Catanzaro da parte della Procura di Salerno, e tra questi Nicola Mancino, vice presidente del CSM.

Io so che Paolo Borsellino incontrò a Roma Mancino, appena prima della sua morte, e uscì sconvolto dal colloquio.

Io so che Apicella non deve essere rimosso da Alfano, il maggiordomo di Ghedini, l’avvocato di Berlusconi che lo difende mentre percepisce i soldi da deputato della Repubblica.

Io so, e lo sanno in tanti, che la Seconda Repubblica è nata per salvare dalla galera, e forse dalla morte, molti politici contigui alla criminalità organizzata.

Io so che la Seconda Repubblica è nata sulle stragi del ’93 e su accordi occulti.

Io so che Luigi De Magistris va difeso, che Clementina Forleo va difesa, che Luigi Apicella va difeso.

Io so che Napolitano sa, nel suo ruolo di presidente del CSM, ma preferisce voltarsi, ogni volta, dall’altra parte. Dalla parte dei partiti e della tenuta del Sistema.

Io so che ci sono 18 condannati in via definitiva in Parlamento, e un centinaio tra inquisiti e condannati in primo o secondo grado.

Io so che le ultime elezioni sono state illegali e che i parlamentari sono stati scelti dai capi dei partiti a tavolino e che non rispondono agli elettori, ma agli interessi di partito o delle persone che controllano il partito.

Io so che Luigi Apicella non può essere lasciato solo, che non può essere sospeso da nessun politico.

Io so che Luigi De Magistris deve continuare le sue inchieste “Why Not”, “Poseidone” e “Toghe Lucane”.

Io so che Clementina Forleo deve rientrare in possesso dell’inchiesta sull’Unipol ed essere libera di poter interrogare chiunque, anche Massimo D’Alema.

Io so che se la magistratura sarà soggetta al potere politico, se perderà la sua indipendenza, quella che le rimane, per l’Italia non ci sarà nessun futuro e, forse, non ci sarà più neppure l’Italia.

Io so che, per queste ragioni, il 28 gennaio 2009 sarò a Roma alle ore 9, in piazza della Repubblica Farnese, insieme all’ Associazione dei familiari delle vittime di mafia.

Io so che, per queste ragioni, ogni cittadino italiano dovrebbe testimoniare a Roma con la sua presenza.

Beppe Grillo

Ps. Aderisci su Facebook alla Manifestazione a sostegno del Procuratore di Salerno Luigi Apicella