ISCHIA: Quante altre tragedie, quanti altri morti, prima che i sindaci si decidano a dire BASTA ALL’ABUSIVISMO EDILIZIO? novembre 10, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente, ischia , 2commenti
Al momento il bilancio è di una giovane ragazza morta: Anna De Felice, due in serie condizioni, decine di feriti e altrettante auto distrutte e letteralmente trasportate a mare, a causa di una frana che ha colpito stamattina Casamicciola Terme, uno dei 6 comuni dell’Isola d’Ischia.Il pensiero corre subito all’alba del 30 Aprile 2006 quando dal Monte Vezzi, nel comune di Ischia, si staccarono tre frane che uccisero Luigi Buono e le sue tre giovani figlie.
Anche questa volta la zona interessata dalla frana sembra corrispondere, secondo le cartine dell’Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania, ad una zona R4, ad alto rischio idrogeologico. E’ difficile non pensare all’abusivismo edilizio, che martoria un’isola meravigliosa. Sull’Isola “verde” sono migliaia le richieste di condono edilizio e risultano circa 1.000 fabbricati non accatastati, a Casamicciola, comune della frana, se ne contano almeno centosessanta.C’è chi parla, anche questa volta, di costruzioni selvagge ai piedi delle cave che bloccano il naturale deflusso della pioggia.
Abusivismo edilizio mai combattuto realmente dagli amministratori locali al punto che quando lo scorso maggio in uno dei sei comuni, dopo anni di illegalità, la Procura della Repubblica di Napoli, guidata dal Procuratore Aggiunto De Chiara, mandava avanti la prima demolizione, i sei sindaci dell’Isola d’Ischia insieme a quello di Procida, in modo bipartisan (PD e PDL) annunciavano le loro dimissioni per ottenere che il “Condono Berlusconi ter” fosse esteso anche alle loro isole (zone sottoposte a vincolo paesaggistico).
I sindaci di Ischia e Procida avrebbe avuto tante motivazioni per dimettersi in favore di battaglie per la legalità e della sicurezza dei loro concittadini, lo hanno fatto invece sposando la causa dell’abusivismo edilizio per tentare di bloccare le demolizioni, (non per farle eseguire). E ciò nonostante fosse noto a tutti (avvocati e sindaci in primis) che il “condono ter” non era applicabile a zone vincolate (quali Ischia e Procida, tutelate tra l’altro anche da direttive europee quali “Habitat” e “Uccelli” ed inserite nei siti di interesse comunitario nella rete Natura 2000).
Quante altre tragedie, quanti altri morti, prima che i sindaci si decidano a dire BASTA ALL’ABUSIVISMO EDILIZIO? (non agli abbattimenti!)
QUEI 500MILA EURO “SCOMPARSI” (PER LA CAMERA IPERBARICA AD ISCHIA) ottobre 29, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : salute , 1 commento finora
LI AVEVA PROMESSI E POI FATTI STANZIARE L’EX CONSIGLIERE REGIONALE RIVELLINI MA AD OGGI DELLA CAMERA IPERBARICA SULL’ISOLA D’ISCHIA NEANCHE L’OMBRA
Erano previsti già nel piano ospedaliero del 2006. Stiamo parlando dei fondi che avrebbero permesso la dislocazione sulla nostra isola di una camera iperbarica, indispensabile strumento di cura per moltissimi malati che quotidianamente si vedono costretti ad alzarsi all’alba per poterne usufruire in terraferma. La Camera iperbarica, salvavita anche per chi pratica immersioni era stato al centro di una petizione promossa dagli Amici di Grillo dell’Isola d’Ischia nel 2007.
Ecco la cronistoria:
Giugno 2007: Gli Amici di Grillo dell’Isola d’Ischia lanciano una petizione per l’installazione di una camera iperbarica ad Ischia intitolata alla memoria del sub “Cristiano Ielasi”.
25 ottobre 2007: Una delegazione degli Amici di Grillo dell’Isola d’Ischia incontra il Manager dell’Asl Napoli 2 Ateniese a cui vengono consegnate le 8441 firme raccolte. Quest’ultimo promette di attivarsi per farla arrivare.
23 Dicembre 2007: Il Consigliere Regionale di An Crescenzio Rivellini presenta un emendamento alla finanziaria regionale con la previsione di un fondo di 500mila Euro per l’assegnazione della camera iperbarica all’ospedale dell’Isola d’Ischia per 6 mesi all’anno.
21 Marzo 2008: “Ischia avrà la sua camera iperbarica, ora è tutto nero su bianco” dichiara Enzo Rivellini durante una conferenza stampa organizzata ad Ischia per dar notizia dell’approvazione dell’emendamento presentato in Consiglio Regionale con 500mila euro stanziati. In quell’occasione Rivellini ricorda il contributo alla causa della “camera iperbarica” del Rizzoli, da quelli che lui chiama “Grillini” aggiungendo però che “non si può fare solo fumo e niente arrosto, bisogna essere concreti, e noi di An lo siamo stati”.
Luglio 2008: Mentre la Regione Campania ha un debito di 8 miliardi e ai Campani si chiedono sacrifici i Manager delle Asl della Regione, (Ateniese compreso) cercano di aumentarsi lo stipendio di circa 30.000 euro arrivando a 154.983 Euro l’anno.
22 Luglio 2008: A quasi un anno dalla consegna delle ottomila firme il Manager Asl Napoli 2 Raffaele Ateniese fa sapere agli Amici di Grillo dell’Isola d’Ischia che l’iter per l’installazione della camera iperbarica ad Ischia è stato avviato.
31 Dicembre 2008 : Un altro emendamento presentato dal consigliere regionale Rivellini insieme con i colleghi Martusciello e Ronghi stanzia ulteriori 300.000 euro per la camera iperbarica al Rizzoli “Ci siamo finalmente riusciti, dopo una lunga battaglia, la camera iperbarica di Ischia ha il suo finanziamento” commenta il consigliere Rivellini.
11 Gennaio 2009: il Golfo titola “Adesso non ci sono più dubbi, Ateniese annuncia per il prossimo giugno la camera iperbarica all’ospedale Rizzoli” l’ottimismo è nell’aria tanto che la giornalista Isabella Marino scrive “La dotazione di una camera iperbarica all’ospedale Rizzoli può essere considerata ora cosa fatta, [..]il finanziamento ottenuto consentirà di chiudere felicemente la questione della camera iperbarica entro la prossima estate“.
24 Gennaio 2009: “Via libera alla camera iperbarica” titola Il Golfo. Si legge di un “passo in avanti” fatto dal progetto per l’installazione della camera iperbarica ad ischia, i tecnici danno il via libera all’operazione. Adesso che sul piano tecnico il progetto è stato dichiarato fattibile, con la disponibilità del mezzo milione di euro stanziato dalla Regione tra l’anno scorso e quest’anno e la collaborazione piena del Comune di Lacco Ameno per i vari permessi edilizi, si può passare alla fase più importante dei lavori. Si dovrà procedere alla sistemazione dell’area individuata per accogliere il nuovo servizio, all’esterno dell’edificio, e alla realizzazione di tutti gli impianti necessari, per poi provvedere all’installazione dell’apparecchiatura. Che, secondo l’impegno assunto da Ateniese, dovrebbe avvenire entro il mese di giugno, in modo da garantire la piena funzionalità della camera iperbarica – la prima ed unica dell’area flegrea e della nostra Asl - fin dalla prossima estate.
19 febbraio 2009: E’ ufficiale: ammonta a 300 milioni di euro il disavanzo della sanità in Campania. A rischio commissariamento molte Asl.
23 Marzo 2009: Bassolino commissaria la sanità affidando le Asl a funzionari regionali. All’Asl Napoli 2 al posto del Manager Ateniese arriva Lea Bertoli, capo di gabinetto dell’ Arsan che va a dirigere anche l’Asl Napoli 3.
Giugno 2009: L’On Rivellini lascia il Consiglio Regionale della Campania, eletto al Parlamento Europeo.
12 settembre 2009: Alla Asl Napoli 2 finora diretta da Lia Bertoli arriva Franco Nardone. Sarà commissario dopo essere stato segretario della Provincia, a Napoli e a Teramo. Proposto dal nuovo Assessore regionale alla sanità Mario Santangelo che da qualche mese ha preso il posto del predecessore Montemarano, silurato da Bassolino.
29 Ottobre 2009: Nonostante il mezzo milione di Euro stanziato dalla Regione per la Camera Iperbarica sull’Isola d’Ischia questa resta un miraggio.
Sorge quindi spontanea una domanda: DOVE SONO FINITI I SOLDI? Attendiamo una risposta!
Ischia: L’UE chiede spiegazioni per pesca al cianciolo in Area Marina Protetta agosto 26, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente, europa, ischia, mare , 4commentiLa Posidonia oceanica è una pianta acquatica di fondamentale importanza per l’ecosistema marino, che forma una vera e propria cintura verde sui fondali attorno all’Isola d’Ischia.
Le praterie che forma hanno innumerevoli funzioni tra cui quella di fornire nutrimento ai pesci che trovano riparo al suo interno e quella di proteggere la costa dall’erosione.
Per preservare l’habitat della Posidonia e di altre fanerogame marine di cui i fondali marini di Ischia, Procida e Vivara sono ricchi e la cui importanza è riconosciuta anche dal Ministero dell’Ambiente, qualche anno fa questi fondali sono stati inseriti (con il codice IT8030010), nella rete ecologica europea “Natura 2000” disciplinata dalla direttiva 92/43/CEE, da oltre un anno anche Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”.
Questa area dovrebbe quindi essere doppiamente preservata da qualsiasi forma di inquinamento e/o di pesca non consentita.
Con particolar riguardo alla pesca il Regolamento Comunitario 1967/2006 all’Articolo 4 comma 1 recita:
Habitat protetti
1. È vietata la pesca con reti da traino, draghe, trappole, ciancioli, sciabiche da natante, sciabiche da spiaggia e reti analoghe in particolare sulle praterie di posidonie (Posidonia oceanica) o di altre fanerogame marine
A quanto sembra invece ciò però non osta purtroppo le imbarcazioni con fonti luminose (ciancioli) dal pescare sulla Posidonia. Il motivo che spinge alcuni pescatori a portare i ciancioli sulle praterie di Posidonia sembra essere la volontà di pescare più pesce ma il risultato è che nella rete si trova soprattutto novellame (pesci piccolissimi) non commercializzabili visti i divieti della normativa comunitaria vigente e destinati a finire di nuovo in mare, ma morti.
Il compito di sorveglianza, prevenzione e contrasto all’interno dell’Area Marina Protetta (AMP) sarebbe affidato alla Guardia costiera, che a tale scopo avrebbe ricevuto appositi fondi aggiuntivi dal Ministero dell’Ambiente.
Nel Luglio del 2008 però arriva la doccia fredda: il TAR Campania, nonostante sia anch’esso tenuto a rispettare il primato del diritto comunitario (Reg. 1967/2006), sospende il Regolamento dell’AMP nella parte in cui non consentiva la pesca con il cianciolo nelle zone C e D dell’area medesima oltre i 50 metri di profondità (batimetrica). E nel Novembre 2008 con un comunicato stampa il Presidente del Consorzio di gestione dell’AMP Albino Ambrosio informa che per ottemperare a quanto deciso dal Tribunale Amministrativo Regionale Campano “La pesca con il ‘cianciolo’ potrà essere effettuata all’interno delle aree ‘C’ e ‘D’ del Parco Marino Regno di Nettuno senza che le autorità di vigilanza e le forze dell’ordine possano sanzionarla.”
Sorprendentemente a Marzo di quest’anno anche il Ministero dell’Ambiente (lo stesso che riconosce l’importanza della Posidonia Oceanica) accoglie la richiesta del Comune di Procida per la pesca al cianciolo nelle zone ‘C’ e ‘D’ dell’AMP.
Questa situazione però non è andata giù alla Commissione Europea, che informa:
Alle Autorità Italiane verrà inviata una lettera di preavviso di contenzioso con una esplicita richiesta di spiegazioni e, qualore queste ultime risultassero insufficienti, la Commissione procederà all’avvio di una procedura di infrazione.
Anche questa volta siamo certi che è necessario l’intervento di Bruxelles per mettere le cose a posto a casa nostra e vedere rispettato il nostro mare.
Blackout ad Ischia: quante “coincidenze”… agosto 18, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente, energia, ischia , 9commenti

E’ trascorsa più di una settimana da lunedì 10 Agosto quando uno strano incidente in terraferma ha causato un blackout alla rete elettrica di Ischia e Procida che si è protratto per alcune zone dell’isola in modo continuo anche fino a martedì 11, mettendo albuio utenze domestiche ma anche supermercati, ristoranti e altre attività commerciali.
Ciò che trovo strano è che dopo tutti questi giorni il “guasto” non sia ancora stato risolto.
La società Terna aveva annunciato che eravamo in presenza di un guasto serio ma che al massimo per venerdì 13 (quindi in 96 ore dall’incidente) sarebbe tutto tornato alla normalità e invece oggi (martedì 18) continuiamo a vedere i generatori a gasolio sparsi su tutta l’isola e il camion cisterna dell’Esercito che li rifornisce 24 ore su 24.
Giovedì 13 poi un’altra strana coincidenza… Capri, che non si rifornisce dalla terraferma come Ischia e Procida attraverso l’Enel e Terna ma che ha una centrale autonoma a gasolio dalla Sippic va anch’essa in blackout.
Ad Ischia nel frattempo per giustificare il ritardo nella tabella di marcia sia Terna che Enel parlano di un cedimento alla condotta sottomarina e di “anomalie nel tratto sottomarino del cavo di alta tensione che collega Cuma a Lacco Ameno“. (Cavi sottomarini di cui ci siamo già occupati su questo blog in passato, ovviamente senza Policlorobifenili (PCB) ma con olio biologico che fa bene ai pesci).
E allora, una vicino all’altra, tutte queste “coincidenze” mi hanno fatto ricordare una notizia pubblicata da Ischiablog e altri organi di stampa qualche tempo fa che annunciava che:
Ischia, Capri e Procida saranno collegate al Sistema Elettrico Nazionale. Per il progetto, un collegamento di 90 km ad anello con cavi sottomarini tra Capri, Ischia e Procida, saranno investiti 120 milioni di euro. Dopo la valutazione ambientale strategica dell’opera inizieranno i lavori, il cui completamento è previsto tra il 2012 e il 2013. Attualmente, non esiste un collegamento tra le isole e la rete continentale ed i sistemi in uso, in genere, sono alimentati a gasolio. Grazie all’anello isole-terraferma, verrebbero forniti circa 90 MW nelle ore di maggiore richiesta. Il progetto è stato annunciato da Gianni Armani, Direttore Operation Italia di Terna Spa presso la Sala Auditorium del Centro Congressi di Capri.
Lascio a voi ogni altra considerazione e riflessione 
Alla faccia delle energie rinnovabili e pulite di cui l’Isola dispone (Geotermia e Solare)
e dell’Isola di Samso!
BLACKOUT ISCHIA: ON-LINE LA RICHIESTA DI INDENNIZZO DA INVIARE ALL’ENEL agosto 10, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : consumatori, energia , 3commenti
Ischia (NA) 10 Agosto 2009 - E’ on line sul sito di Generazione Attiva, Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori all’indirizzo www.generazioneattiva.it la richiesta di indennizzo da inviare all’Enel per il blackout che da stamane alle 11 ancora colpisce buona parte dell’Isola d’Ischia che in questi giorni conta decine di migliaia di presenze solo tra i turisti.
“Le delibere dell’Autorità per l’Energia ed il Gas stabiliscono chiaramente che in casi di interruzioni lunghe senza preavviso come quella che si sta verificando oggi sull’Isola d’Ischia l’azienda fornitrice, in questo caso l’Enel deve corrispondere un indennizzo forfettario pari a 25,82 Euro” afferma Andrea D’Ambra, Presidente dell’Associazione.
“Il Blackout che ha toccato Ischia ha danneggiato moltissime attività commerciali e produttive oltre che centinaia di migliaia di utenze domestiche in piena stagione turistica con tutto ciò che questo può comportare” continua D’Ambra.
Per questo Generazione Attiva chiede fin d’ora anche il risarcimento del danno ulteriore subito per la sospensione dell’energia a causa del deperimento dei cibi in frigo e dello stress e del danno alla vita di relazione.
Per i propri iscritti inoltre Generazione Attiva può essere delegata ad agire e trattare il risarcimento e i ricorsi al Giudice di Pace per conto di questi ultimi.
Situazioni come queste, riflette D’Ambra, che purtroppo si ripetono con una certa frequenza (e puntualmente ad Agosto) dovrebbero far riflettere la cittadinanza e gli amministratori sulla dipendenza dalla terraferma di cui è purtroppo vittima un’isola come Ischia che grazie ad energie rinnovabili e pulite come geotermia e fotovoltaico potrebbe essere un esempio di autonomia energetica per tutto il mediterraneo, sul modello dell’isola danese Samso.
Generazione Attiva
Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori
www.generazioneattiva.it
Ischia: Difensore Civico off limits agli under 40. Forse ancora per poco luglio 1, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : battaglie, ischia , aggiungi un commento
Forse anche i Giovani potranno presto aspirare a divenire Difensore Civico del Comune di Ischia.
Quella che altrove potrebbe sembrare una cosa naturale, nel più popoloso dei 6 comuni dell’Isola d’Ischia diviene una conquista. Ad oggi infatti lo Statuto del Comune prevede in modo discriminatorio che può aspirare a divenire Difensore Civico soltanto chi abbia più di 40 anni. E poco importa se il Curriculum sia di tutto rispetto: se non si hanno almeno 40 anni di età il Difensore Civico ad Ischia lo si può scordare.
Ciò è stato anche ribadito nel bando firmato qualche mese fa dal Sindaco Ferrandino per l’accettazione delle candidature. Lo stesso Sindaco, interpellato da chi scrive, si è giustificato adducendo come motivazione l’esistenza del sopra menzionato vincolo presente nello Statuto comunale, previgente al suo insediamento. Ma, come tutti gli Atti (lo è persino la Costituzione) anche lo Statuto è modificabile (se c’è la reale volontà di farlo) e sta al Consiglio Comunale adempiere a tale compito.
Ieri, martedì 30 Giugno si è tenuto ad Ischia il Consiglio Comunale ed è con piacere che annunciamo che il Consigliere di opposizione Davide Conte ci ha informato che il Consiglio Comunale ha recepito all’unanimità la proposta, sostenuta da Conte, di eliminare la soglia dei 40 anni per accedere a tale carica.
Ora, poiché il regolamento prevede che per le modifiche allo Statuto occorra un tempo di convocazione più ampio del solito, il Consiglio si è impegnato ad inserire l’argomento nella prima seduta utile, temporalmente parlando. La proposta ha suscitato consensi trasversali tanto è che tutti, Sindaco compreso, sono apparsi entusiasti dell’idea.
Solo il consigliere Enzo Ferrandino si è riservato di rifletterci nel corso della futura discussione, in quanto ritiene che come per il Presidente della Repubblica e i Senatori, anche il difensore civico necessiti di maggiore “esperienza di vita”. In ogni caso, non ha escluso di lasciarsi convincere al riguardo.
Diamo atto al Consigliere di opposizione Davide Conte di aver portato nella Sala Consiliare questa nostra battaglia e vigileremo, insieme a lui, sull’impegno preso dal Consiglio, affinché in un paese gerontocratico come l’Italia possa cessare sin dai Comuni ogni discriminazione contro i Giovani.
Andrea D’Ambra
CHI E’ E COSA FA IL DIFENSORE CIVICO (continua…)
Sicurezza e sovraffollamento passeggeri a bordo dei traghetti: Bruxelles chiede delucidazioni all’Italia giugno 18, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : diritti, trasporti , 8commentiIl 4 Maggio scorso su questo blog si denunciava con il video di cui sopra, (realizzato domenica 3 Maggio 2009 sul traghetto Medmar delle 17 da Ischia per Napoli) le condizioni a dir poco disumane con cui venivano fatti viaggiare i passeggeri a cui era stato venduto il biglietto ma che, loro malgrado, “non avendo trovato” il posto a sedere si vedevano costretti a mettersi per terra ostruendo così passaggi e corridoi.
Ci si chiedeva se le leggi sulla sicurezza della navigazione fossero state rispettate, quanti biglietti erano stati venduti e qual era l’effettiva disponibilità di posti.
Il video e con esso gli interrogativi posti sopra erano stato inviati, tra i vari destinatari, anche alla Capitaneria di Porto di Ischia e alla Commissione Europea.
Oggi quest’ultima fa sapere di essere intenzionata a chiedere delucidazioni su quanto accaduto alle Autorità italiane.
Qui di seguito il passaggio centrale della risposta ricevuta:
[...]La sicurezza delle navi passeggeri che effettuano viaggi nazionali all’interno dell’Unione Europea, come nel caso da Lei riferito, è regolata dalla direttiva comunitaria 98/18/CE. Ogni anno viene rilasciato alle navi passeggeri un certificato di sicurezza che stabilisce il numero massimo di passeggeri che possono trasportare a bordo.
Provvederemo di conseguenza a richiedere alle competenti autorità italiane deludicazioni in merito a quanto avvenuto e La terremo informata dell’esito.[...]
Significativo che la prima risposta sia arrivata da Bruxelles e non da un’Autorità italiana come ad esempio la Capitaneria di Porto.
Inutile dirvi che vi aggiornerò sugli sviluppi del caso. Fortuna che ci resta l’Europa!
PCB NEL MARE DELL’ISOLA D’ISCHIA - LA COMMISSIONE EUROPEA INDAGA giugno 4, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente , aggiungi un commentoLo scorso 19 Marzo davamo notizia su questo blog di una nuova interrogazione presentata dagli Europarlamentari Aita e Guidoni (Sinistra e Libertà) alla Commissione Europea sul “disastro ambientale ad Ischia” causato da PCB “Policlorobifenile” (sostanza tossica nonché cancerogena) rilevato nel mare dell’isola dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania (Arpac) per ben 1860 volte sopra i limiti di legge. Nella stessa gli Eurodeputati chiedevano alla Commissione, che nella risposta alla prima interrogazione aveva promesso di prendere contatti con le autorità italiane, quali fossero i riscontri venuti fuori dai contatti intrapresi con l’Italia sul caso.
Oggi la Commissione, nella sua risposta firmata dal Commissario all’Ambiente Stavros Dimas, conferma che sta indagando e di essere in attesa di ulteriori chiarimenti dall’Italia, per appurare se si possa evidenziare la violazione della direttiva 92/43/CEE (Habitat naturali - Natura 2000) che vede l’Isola d’Ischia inserita in una rete ecologica europea come sito di interesse comunitario.
In tal caso l’esecutivo europeo si dice pronto, se necessario, ad adottare ulteriori provvedimenti atti a garantire il rispetto della legislazione comunitaria in materia di ambiente.
L’interrogazione presentata lo scorso 19 Marzo:
INTERROGAZIONE SCRITTA
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)
alla CommissioneOggetto: Mobilitazione per il disastro ambientale ad Ischia
Considerando:
- l’interrogazione scritta presentata in data 11 giugno 2008 dai parlamentari europei Vincenzo Aita e Umberto Guidoni, con oggetto “Disastro ambientale ad Ischia” (ref. E-3253/2008);
- la risposta della Commissione europea del 30 luglio 2008, in cui viene riconosciuto che, in conformità alla Direttiva 92/43/CEE ed alla Direttiva 79/409/CEE, “l’Italia è tenuta ad adoperarsi per garantire il mantenimento o il ripristino del valore di conservazione” del sito marino Natura 2000 “Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara” (cod. IT8030010), minacciato, lo scorso 14 giugno 2008, dalla rottura di un cavo sottomarino dell’Enel spa;
- l’impegno della Commissione a mettersi “in contatto con le autorità italiane per verificare se la normativa comunitaria sia stata applicata correttamente nel caso di specie”;Si chiede alla Commissione:
qual è lo stato dell’arte dell’indagine condotta su tale situazione e quali gli eventuali riscontri ottenuti dalle autorità italiane?
in base alle informazioni raccolte, è stata registrata un’effettiva violazione delle direttive sopra menzionate rispetto al sito in questione?
nel caso in cui siano state riscontrate violazioni, quali azioni intende intraprendere la Commissione per sollecitare le autorità italiane, in considerazione del valore naturalistico e paesaggistico di tale sito, a porre rimedio ad eventuali danni?
La risposta della Commissione Europea
E-2263/09IT
Risposta di Stavros Dimas
a nome della Commissione
(3.6.2009)La Commissione ha scritto alle autorità italiane per avere informazioni sull’applicazione del diritto ambientale comunitario nel caso descritto dall’onorevole parlamentare.
Dalla valutazione della risposta italiana è emersa la necessità di disporre di altre informazioni per verificare l’esistenza di eventuali violazioni del diritto comunitario nel caso di specie.
La questione è stata discussa nel corso di una riunione tra la Commissione e le autorità italiane nel marzo 2009 e si attende una nuova comunicazione dall’Italia intesa a chiarire, tra l’altro, se in questo caso le disposizioni della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche1 siano state applicate correttamente.
La Commissione valuterà le informazioni contenute nella comunicazione e deciderà se, nel caso specifico, saranno necessari altri provvedimenti per garantire il rispetto della legislazione comunitaria in materia di ambiente.
- Tutti i post sull’argomento PCB
VIDEO: 10 Maggio 2008 - TGR MEDITERRANEO “Mistero a Ischia” di Francesca Ghidini.
VIDEO: Aprile 2008 - RAINEWS24 “Ischia, un mare di guai” inchiesta di Flavia Paone.
Difesa e recupero ambientale del percorso naturalistico Maronti - Sant’Angelo maggio 28, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : soldi pubblici , aggiungi un commento
Ad Ischia, nel Comune di Serrara Fontana, lungo il sentiero che collega il borgo di Sant’ Angelo con la spiaggia dei Maronti (Via Fondolillo?) accanto ad una semplice colata di cemento, quotidianamente percorsa da molti turisti, c’è un cartello (foto sopra) per dei lavori di “Difesa e recupero ambientale del percorso naturalistico Maronti - Sant’angelo“.
Sembra si tratti di lavori non finanziati dal POR Campania, ma dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento del Turismo – Ufficio II C – Rapporto con l’Unione Europea – Quadro Comunitario di Sostegno 1994-1999 e riguardanti “Sviluppo e Valorizzazione del turismo sostenibile nelle Regioni dell’Obiettivo 1 Misura 4 – Isole Minori” - il Titolo del progetto era: “Difesa e recupero ambientale del percorso naturalistico Maronti – Sant’Angelo” .
presidenza del consiglio dei ministri
dipartimento del turismo - ufficio II C
rapporto con l’unione europea
quadro comunitario di sostegno 1994-1999
sviluppo e valorizzazione del turismo sostenibile delle regione dell’obiettivo 1
misura 4 - isole minori
comune di serrara fontana
difesa e recupero ambientale del percorso naturalistico maronti - sant’angelo
importo dei lavori a base d’asta: L. 1165 000 000
importo netto dell’appalto: L 917 884 500
Ditta esecutrice dei lavori: sifra sud srl
progettista: dott ing arch maurizio di stefano
direttore dei lavori: dott ing arch maurizio di stefano
assistente al direttore dei lavori: dott arch carmen de luca
ingegnere capo: dott arch antonio iacono
direttore di cantiere: geom antonio cozzolino
responsabile della sicurezza: Geom Antonio Cozzolino
Durata dei lavori: (illegibile)
Sembra impossibile e assurdo che circa 1 miliardo di vecchie lire siano stati spesi solo per una semplice colata di cemento. Per questo le seguenti domande sorgono spontanee:
- I lavori annunciati dal cartello e finanziati dall’Unione Europea sono mai stati effettuati?
- In cosa questi hanno consistito?
Nell’attesa si ringraziano in anticipo le competenti Autorità di una gentile risposta.
Andrea D’Ambra

UNITI PER L’ABUSIVISMO EDILIZIO maggio 16, 2009
Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente, ischia , 5commenti
Ischia, 1° Maggio 2006, Monte Vezzi
Si, proprio così, non CONTRO ma PER l’abusivismo edilizio, che sull’Isola “verde” regna sovrano, violentandola nel profondo, trasformandola in un unico blocco di cemento e allontanando così anche quei pochi turisti che ancora vengono nonostante tutto. L’abusivismo che uccide (la tragedia di Monte Vezzi evidentemente non ha insegnato nulla ai nostri sindaci) , l’abusivismo contro cui la magistratura tenta invano di operare per ristabilire la legalità.
I sei sindaci dell’Isola d’Ischia più quello dell’Isola di Procida in modo bipartisan (confermando, se ce ne fosse ancora bisogno, che tra PD e PDL manchi solo una “L”) hanno oggi annunciato le loro dimissioni (purtroppo revocabili entro 20 giorni) per lunedì prossimo se il “condono ter” varato da Berlusconi (che non si applica a zone protette e vincolate come le isole di Ischia e Procida) non verrà esteso anche a queste.
Recentemente le demolizioni avevano “preoccupato” i sindaci dopo che nel Comune di Barano d’Ischia, dopo tanti anni di illegalità impunita, era stata terminata la prima storica demolizione portata avanti dalla Procura della Repubblica di Napoli in seguito ad una sentenza passata in giudicato. Sono 600 gli interventi programmati dai Magistrati guidati dal Procuratore aggiunto che guida la squadra dei reati ambientali Aldo De Chiara. L’ultimo tentativo di evitare le demolizioni, il ricorso alla Corte Costituzionale affinché dichiarasse incostituzionale il Condono Ter, era andato anch’esso a vuoto dopo che la Consulta ha, lo scorso 8 Maggio, aveva dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Ischia, Angelo Di Salvo, che con ordinanza del 21 Agosto 2008, aveva bloccato di fatto l’efficacia delle demolizioni ordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli riguardante 140 abusi edilizi passati in giudicato e quindi soggetti alla pena accessoria della demolizione, che la Procura di Napoli voleva eseguire.
I sindaci di Ischia e Procida avrebbe avuto tante motivazioni per dimettersi in favore di battaglie per la legalità e i diritti degli isolani (una su tutte i trasporti marittimi con la Caremar che presto scomparirà con la gioia degli armatori privati).
Si sono invece dimessi sposando la causa dell’abusivismo edilizio per tentare di bloccare le demolizioni, (non per farle eseguire). E ciò nonostante fosse noto a tutti (avvocati e sindaci in primis) che il “condono ter” non era applicabile a zone vincolate (quali Ischia e Procida, tutelate tra l’altro anche da direttive europee quali Habitat e Uccelli ed inserite nei siti di interesse comunitario nella rete Natura 2000).







