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PARLAMENTO EUROPEO PULITO SUL FATTO QUOTIDIANO! agosto 8, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, parlamento europeo pulito, politica , 21commenti

http://www.aboliamoli.eu/FQ_8_AGO_2010_PEP.jpg

Dopo l’Irish Times, primo quotidiano ad aver scritto dell’iniziativa, oggi grazie a Corrado Giustiniani, il FATTO QUOTIDIANO rompe il muro di silenzio dei media italiani con un bell’articolo a pagina 3 del giornale (qui PDF), disponibile anche sul sito del quotidiano diretto da Antonio Padellaro.

Bruxelles: Andrea D’Ambra: petizione e dichiarazione d’impegno del Parlamento

LISTE PULITE IN UE, L’ULTIMA BATTAGLIA DI “MR NO-RICARICA”

Corrado Giustiniani

Il Davide di Ischia sogna di battere Golia per la seconda volta. La prima fu nel 2007, quando giovanissimo riuscì a cancellare gli assurdi “costi di ricarica” dei cellulari, per colpa dei quali ogni 25 euro di spesa degli utenti ben 5 venivano sottratti al consumo e andavano invece a gonfiare i bilanci dei Golia della telefonia mobile, Tim, Vodafone, Wind, H3G. Stavolta la battaglia è per un Parlamento europeo pulito, interdetto a candidati che abbiano subito condanne, anche di primo grado. La tecnica è la stessa già seguita allora: quella della petizione europea. La sua azione continua a guadagnare consensi a Bruxelles e, nell’autunno di quest’anno, si saprà se la vittoria è a portata di mano. Lui, Andrea D’Ambra, 26 anni, giornalista e presidente dell’Associazione di consumatori “Generazione attiva”, è ottimista: “Ce la possiamo fare – confida – la Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo varerà a settembre una proposta per uniformare l’età degli elettori e degli eletti in tutti i Paesi. Si tratta di inserirvi l’emendamento “Parlamento europeo pulito”, prima che il progetto passi al voto dell’aula. Pd e Idv ci stanno dando una mano. Intanto, è già partito un piano B: una dichiarazione che, se ottenesse la firma della metà degli europarlamentari, avrebbe la forza di una moral suasion”.

Quando scoprì che l’Italia era l’unico paese gravato dai “costi di ricarica” dei telefonini, D’Ambra contattò inutilmente i sindacati italiani dei consumatori, l’Antitrust e l’Authority per le garanzie nelle Comunicazioni. Nessuno lo ascoltò. Allora, aiutato da Beppe Grillo, con l’unica forza del suo computer e del suo blog, riuscì a lanciare una petizione da 350mila firme che inviò a Bruxelles, e la Direzione europea della Concorrenza costrinse il nostro governo a cancellare quei costi, con un risparmio annuo di 1 miliardo e 700 milioni per i consumatori italiani. Stavolta Andrea ha scelto la via più breve: “Rivolgermi direttamente all’Europa, senza perdere tempo: lì ti ascoltano e ti rispondono. C’è una commissione che ha il compito preciso di esaminare ogni petizione inviata dai cittadini”. Deluso dal fatto che una legge di iniziativa popolare per impedire ai criminali di diventare parlamentari italiani, proposta da Beppe Grillo e corredata da ben 350mila firme, giaccia ancora oggi senza essere esaminata nei cassetti del Senato, nei primi mesi del 2009 D’Ambra decide di avviare l’operazione pulizia almeno nel Parlamento europeo. Il presidente di allora, Hans Gert Pöttering, lo incoraggia, e così l’ex presidente della Commissione Affari costituzionali Jo Leinen, anche lui tedesco. Ma non c’è tempo per intervenire prima delle elezioni. D’Ambra contatta perciò il successore di Leinen, l’italiano Carlo Casini, dell’Udc. Peggio che andare di notte: non gli risponde nemmeno. Ma è la Commissione petizioni, a cui sono arrivate almeno 2 mila firme di appoggio all’iniziativa di Andrea a stanare Casini che però si difende: il Parlamento pulito non è competenza della mia Commissione Affari costituzionali.

È proprio qui, invece, che è in discussione la proposta di modifica delle età per le Europee, affidata al liberale inglese Andrew Duff. L’Idv vorrebbe far qualcosa, ma non ha membri in Commissione. Il pressing, adesso, è su Roberto Gualtieri, del Pd, perché presenti lui l’emendamento sull’ineleggibilità dei condannati, subito dopo le ferie, visto che il finiano Potito Salato, terzo eurodeputato italiano della Affari costituzionali, fa orecchio da mercante. Il testo dovrebbe essere approvato a fine settembre in Commissione, e passare a ottobre-novembre in plenaria. Intanto, però, per iniziativa di quattro europarlamentari, Sonia Alfano, Rita Borsellino, Rosario Crocetta e l’ex giudice francese anti-corruzione Eva Jolì, dei Verdi, l’iniziativa di Andrea è diventata una dichiarazione scritta che, se firmata dalla maggioranza semplice dei 736 eurodeputati, verrebbe pubblicata nel registro e diventerebbe una posizione ufficiale del Parlamento europeo, con la forza di una “soft law”. “Altro che maggioranza semplice, spero che la sottoscrivano tutti – conclude D’Ambra – Il bubbone del Parlamento sporco è soprattutto italiano, e va asportato senza esitazioni”.

Aggiornamento delle 21.30: Sul sito del Fatto Quotidiano l’articolo è la prima notizia in home page! :-)

http://www.aboliamoli.eu/FQ_home_web_8_ago_2010_pep.jpg

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(continua…)

LA STAMPA EUROPEA SCRIVE DI PARLAMENTO EUROPEO PULITO (QUELLA ITALIANA SI METTE IL BAVAGLIO) luglio 29, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, parlamento europeo pulito, politica , 12commenti

http://www.aboliamoli.eu/irish_times_web.jpg

Mentre la stampa italiana continua a snobbare l’iniziativa (a riprova di come sia libera l’informazione nel nostro paese) oggi l’IRISH TIMES, principale quotidiano irlandese, pubblica un articolo su PARLAMENTO EUROPEO PULITO a firma del corrispondente a Bruxelles Arthur Beesley.

Non sarà un caso se l’Irlanda è prima nella classifica di Reporters Sans Frontières sulla libertà di stampa nel mondo.

Qui di seguito l’articolo tradotto in Italiano.

UN ITALIANO CHIEDE L’ESCLUSIONE DEI CONDANNATI DAL PARLAMENTO EUROPEO

Un attivista italiano sta guadagnando consensi nella sua campagna per vietare il Parlamento Europeo alle persone condannate, una misura che impedirebbe tra gli altri al francese di estrema destra Jean Marie Le Pen  nonché al leader inglese del BNP Nick Griffin di restare europarlamentari.
Adirato per il fallimento delle autorità italiane nel prendere misure per chiudere il parlamento nazionale agli autori di reati penali, Andrea D’Ambra sta gradualmente guadagnando il supporto per il suo sforzo che mira ad escluderli dall’assemblea europea.
La sua campagna è ispirata dagli sforzi compiuti da uno dei blogger più famosi d’Italia, Beppe Grillo, di ottenere sostegno per un’iniziativa analoga per il parlamento italiano. “È un mio amico” dice D’Ambra del Sig. Grillo.
E’ preoccupato che due europarlamentari italiani del Popolo della Libertà (PDL), partito di Silvio Berlusconi hanno condanne per corruzione, mentre un altro, della Lega Nord, ha una condanna per incendio doloso.
Quattro europarlamentari hanno chiesto le firme dei loro colleghi per una dichiarazione scritta su un “parlamento pulito”, in cui è scritto: “i candidati per le elezioni europee non devono essere stati condannati per corruzione, abuso d’ufficio, incitamento al razzismo o ad azioni criminose connesse al coinvolgimento con la mafia, la criminalità organizzata o al terrorismo “.
Inoltre, la presidenza di turno belga dell’Unione Europea si è impegnata in una corrispondenza privata con il signor D’Ambra per garantire che il Consiglio dei governi dell’Unione europea è pronto ad esaminare ogni proposta di modifica della legge del 1976 che disciplina le elezioni europee.
I sostenitori del Sig. D’Ambra, hanno inviato centinaia di e-mail ai membri della commissione petizioni e affari costituzionali del Parlamento europeo.
L’e-mail in questione chiede di vietare ai deputati condannati di partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo nel quadro di una prossima revisione delle norme sull’età minima per elettori e candidati.
L’e-mail richiama l’attenzione sulla presenza in parlamento di Jean-Marie Le Pen, condannato per aver fatto commenti sprezzanti circa i crimini del regime nazista, e del signor Griffin, condannato per la pubblicazione di una lettera minatoria.
Essa ricorda la condanna nei primi anni 90 del deputato europeo Pdl Aldo Patriciello per aver pagato l’equivalente di 8.000 € per un politico e prende atto che un collega di partito l’europarlamentare Pdl Vito Bonsignore ha ricevuto una sentenza “definitiva” di due anni per il suo ruolo in un contratto truffa ad Asti per dividere una tangente di 1.500.000 € tra la Democrazia cristiana e il Partito socialista.
L’e-mail osserva anche che l’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio ha una condanna per aver dato fuoco, durante un raid, ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino.
La dichiarazione scritta del Parlamento è “sponsorizzata” dall’attivista anti-corruzione franco-norvegese Eva Joly, deputata europea dei verdi, così come dall’europarlamentare liberale italiana Sonia Alfano e dagli eurodeputati socialisti italiani Rosario Crocetta e Rita Borsellino.
La dichiarazione afferma che la funzione legislativa del Parlamento “non dovrebbe essere effettuata da persone che sono state condannate, anche in primo grado ed anche se la sentenza non include l’esclusione dalle cariche pubbliche”. Se firmata dalla maggioranza semplice dei 736 deputati del parlamento, sarebbe pubblicata nel registro. Questa dichiarazione non sono vincolante, ma rappresenterebbe un segnale forte in quanto solo il Parlamento Europeo può prendere l’iniziativa di modificare l’atto del 1976.

Arthur BEESLEY, Corrispondente Europeo
IRISH TIMES
29 Luglio 2010

http://www.aboliamoli.eu/irish_times_paper.jpg

Il rapporto della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo: “la crisi dei rifiuti in Campania non è finita” luglio 26, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente, europa , aggiungi un commento

Difficilmente ne avrete letto in giro, ancor meno probabilmente ne avrete sentito parlare in tv ma la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo lo scorso 15 luglio ha reso pubblico il rapporto finale dopo la visita di una delegazione in Campania sulla questione dei rifiuti.
Ho appena finito di leggerlo ed è qualcosa di allucinante. Gli europarlamentari membri della delegazione (una “socialista” olandese, un “popolare” tedesco e una “verde” danese) hanno scattato una chiara fotografia della situazione campana dalle origini del problema ad oggi che in qualsiasi altro paese europeo sarebbe pubblicato da tutti gli organi di informazione e farebbe la notizia di apertura dei telegiornali (non esagero).
Il testo del rapporto (PDF) è disponibile qui.
Buona lettura!

(continua…)

[PARLAMENTO EUROPEO PULITO] LA PRESIDENZA DI TURNO BELGA: “SE PARLAMENTO UE PRENDE INIZIATIVA CONSIGLIO PRONTO A ESAMINARLA” luglio 21, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, parlamento europeo pulito, politica , 2commenti

NOTA BENE: Tutte le petizioni ricevute devono ricevere risposta (conferma di ricezione e numero della petizione) ed essere successivamente inserite all’ordine del giorno delle sedute della Commissione. Se tempo fa hai già inviato la tua petizione utilizzando il modulo on-line del Parlamento Europeo ma non hai mai ricevuto una risposta dalla Commissione Petizioni scrivi a quest’ultima chiedendo spiegazioni cliccando qui (ip-peti@europarl.europa.eu).

http://www.hln.be/static/FOTO/pe/4/14/4/art_large_253654.jpg

Il Ministro degli Esteri Belga Steven Vanackere

Ecco gli ultimi aggiornamenti sull’iniziativa PARLAMENTO EUROPEO PULITO

Siamo sempre in attesa dell’emendamento promesso da parte del gruppo Italia dei Valori al Parlamento Europeo alla proposta di modifica dell’Atto del 1976 riguardante l’elezione  degli eurodeputati presentata dall’europarlamentare Andrew Duff (ALDE, collega di eurogruppo degli europarlamentare IDV) .

Nell’ultimo post vi avevo detto che oltre all’emendamento Sonia Alfano (IDV/ALDE) stava lavorando anche ad una dichiarazione scritta da presentare alla prossima plenaria di Strasburgo, coinvolgendo eurodeputati sia italiani che di altri paesi.
Sonia mi ha recentemente comunicato che purtroppo (ma ciò era prevedibile, leggendo l’Art 123 del Regolamento del Parlamento Europeo ) dall´Ufficio di Presidenza l’hanno informata che tale dichiarazione non può essere accettata in questo momento poiché contiene decisioni su questioni per le quali é attualmente già in corso una procedura (la proposta di modifica di cui sopra).

Recentemente ho scritto di questa iniziativa alla Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea (Belgio). E’ stato un piacere ricevere a stretto giro la risposta da parte del Ministero degli Esteri Belga che mi ha confermato come solo il Parlamento Europeo (art. 223 del Trattato) possa prendere l’iniziativa sulla modifica dell’Atto del 1976. E che se il Parlamento Europeo prendesse una tale iniziativa il Consiglio sarebbe pronto ad esaminarla.
La Presidenza Belga ha anch’essa constatato la presenza di una proposta di modifica dell’Atto riguardante le elezioni in Commissione Affari Costituzionali (AFCO) ma anche che nella bozza non c’è alcun elemento che preveda l’ineleggibilità di candidati condannati. Il consiglio ricevuto anche da loro è quello di far sentire la nostra voce all’Europarlamentare Andrew Duff (ALDE), relatore della proposta di modifica.

Secondo l’agenda on-line dei lavori l’adozione in commissione del rapporto (inizialmente prevista per Settembre) è slittata al 9 novembre 2010 e la discussione in assemblea plenaria indicativamente per il 15 dicembre

Per concludere questo ultimo aggiornamento prima delle ferie estive veniamo alle novità riguardo i nostri “euro-pregiudicati”:

Da segnalare una nuova condanna per Aldo Patriciello (PDL/PPE), già condannato per finanziamento illecito per aver dato agli inizi degli anni novanta 16 milioni di vecchie lire ad un politico amico (mai stato in carcere) il mese scorso (Giugno 2010) è stato condannato dal Tribunale di Campobasso ad 1 anno e 6 mesi per abuso d’ufficio nel processo riguardante la “Fondazione Pavone” . Per tale procedimento lo scorso anno Patriciello aveva chiesto la protezione dell’immunità parlamentare europea ma non ci era riuscito in quanto per gli eurodeputati che l’anno scorso bocciarono a larga maggioranza la richiesta, le malversazioni di fondi pubblici e i reati urbanistici non possono essere equiparati ad un’opinione o a un voto.

Poi c’è Vito Bonsignore (PDL/Vicepresidente PPE) anche lui già condannato a 2 anni di carcere per tentata corruzione per l’appalto dell’ospedale d’Asti (mai stato in carcere). I giornali di queste ultime settimane fanno il suo nome nell’inchiesta sulla scalata BNL (Fiorani parla di 50 milioni e di un conto di Singapore che Bonsignore gli avrebbe dovuto indicare)

Il nome del vicepresidente italiano del PPE spunta anche dalle cronache giudiziarie riguardanti l’indagine sui clan calabresi e le infiltrazioni in Lombardia e nel resto del nord italia (nella quale non risulta però indagato).

Ivano Perego, uno degli arrestati, secondo l’accusa, alla famiglia della ‘ndrangheta Strangio, “sostiene di essere appoggiato bene politicamente e di aver fatto una cena” con “Podestà”, l’attuale presidente della Provincia di Milano. Nel provvedimento il giudice spiega che in una conversazione telefonica intercettata il 24 giugno 2009, Perego parla di questa cena con Podestà, a cui era presente anche Vito Bonsignore, europarlamentare del Pdl, nonché molti industriali di Milano per organizzare l’Expo.

Ne parlano anche qui e persino quelli de “Il Giornale“.

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Copia/incolla la seguente e-mail :

Dear MEP,
I’m writing to request the amendment of the Act on the election of representatives of the European Parliament by direct universal suffrage, annexed to the Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20 September 1976 (the “Act”) to preclude the European Parliament to be accessed by convicted people. I trust that convicted people must not be able to stand for elections and become Members of the European Parliament.
As you may be aware, the Act does not contain a specific rule on this, and it simply refers to the national laws of the EU Member States. As a matter of fact, in several Member States there is no specific law preventing convicted people to stand as candidates and be elected in the Parliament. As an example, in Italy there is no such law: in fact, Italy is on the top list for number of people that are sitting on both the Italian and the European Parliament despite the fact that they have been sentenced and found guilty.
I know that in Autumn 2008 the Afco Committee started a revision of the Act, namely regarding the minimum age for voters and candidates. I trust a provision preventing convicted people from being elected and from sitting in the European Parliament must be adopted [see Article 223 EC Treaty].
Here below you will find some examples of people convicted in Italy (and abroad) that are currently sitting at the EU Parliament:
Some examples:
- Aldo Patriciello (EPP):
Convicted to four months for illegal financing: in the beginning of the 90s he gave 16 million of italian lires to a “political friend”. He has never been jailed.
-Mario Borghezio (EFD):
In 2005, he was found guilty of arson, for having set fire to the belongings of some immigrants sleeping under a bridge in Turin during a vigilante raid, sentenced to 2 months and 20 days imprisonment, commuted to a fine of 3.040 euros. He has never been jailed.
- Vito Bonsignore (EPP):
Convicted to 2 years of prison for attempted bribery for the contract the hospital of the italian city of Asti. He has never been jailed.
- Nick Griffin (NI):
Convicted for incitement to racial hatred for material denying the Holocaust.
- Jean Marie Le Pen (NI):
Convicted several times for racism or inciting racial hatred.

And the list is even longer…

I consider that this matter falls within the priorities of the legislative term of this European Parliament as evidenced by the public survey published on April 2009 on the European Parliament website (Page 12: “A large percentage of Italians want the candidate eligibility criteria to be revised; this was also the case with most Europeans..”).

For all the above reasons, I’m addressing this request to you, trusting in your sensitivity toward this issue. I urge you to consider an amendment to the Act in the above mentioned manner. I’m confident that any EU citizen has the right to obtain that the position of Member of the European Parliament should not be accessible to any convicted people.

I look forward to receiving an answer from you.
Thank you very much for your consideration.

Best regards
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* AL COMITATO AFFARI COSTITUZIONALI, AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E AI CAPIGRUPPO DEL PARLAMENTO EUROPEO;

*ALLA COMMISSIONE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO

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* SCRIVI AL TUO EURODEPUTATO E CHIEDIGLI DI PRENDERE POSIZIONE SULL’INIZIATIVA

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Disinformazione e propaganda pubblicitaria giugno 20, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : consumatori, europa, politica, salute , 4commenti

http://www.nutella.it/img/nutella.png

No, checché ne dicano quelli del gruppo Ferrero, la Nutella non è stata e non sarà messa al bando dall’Unione Europea.

Menomale che esiste ancora qualche europarlamentare libero dalle pressioni delle lobbies!

Tra i vincitori italiani del Premio del Parlamento Europeo per il Giornalismo 2010 giugno 2, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, giornalismo , 1 commento finora

http://www.eppj.eu/work_template/EPPJ_v2010_home/eppj_adagio4_eu/css/banner_it.jpg

Una giuria italiana composta da esperti del settore ha scelto i quattro finalisti italiani, che concorreranno all’assegnazione del Premio europeo per il giornalismo 2010.

Per la stampa scritta la giuria ha designato vincitore nazionale: Fausto Biloslavo per l’articolo “Belgrado-Europa” (pubblicato sul quotidiano “Il Foglio” il 18 dicembre 2009).

Per la sezione web: Andrea D’Ambra per l’articolo pubblicato sul suo blog:Il PE riconosce il governo della Padania?

Per la categoria Radio: Massimo Cerofolini per la puntata di “Radio Europa Magazine” dal titolo “Contro l’effetto serra, l’Europa mangi meno carne” (andata in onda il 6 dicembre 2009 su Radio Europa - RAI).

Per i servizi televisivi Antonella Pallante è stata scelta per il servizio di approfondimento andato in onda nell’ambito dei programmi TGR “Il Settimanale” fra il 16 maggio e il 20 giugno 2009 sul cartone animato “Il viaggio di Luca” che attraverso il gioco spiega il processo di integrazione europea.

I lavori dei finalisti italiani e quelli selezionati negli altri paesi membri, passeranno ora al vaglio di una giuria composta da deputati europei e giornalisti accreditati a Bruxelles che selezionerà, per ogni settore, un vincitore europeo.  La premiazione finale dei quattro vincitori europei, ognuno dei quali riceverà un premio di 5.000 euro, si terrà a Bruxelles ad ottobre.

Fonte

[PARLAMENTO EUROPEO PULITO] LA MOBILITAZIONE COMINCIA A SORTIRE I PRIMI EFFETTI maggio 24, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, parlamento europeo pulito , 10commenti

Ci eravamo lasciati al 3 Aprile scorso con il dietrofront di Carlo Casini (UDC/PPE). PARLAMENTO EUROPEO PULITO va avanti e mira ad ottenere l’ineleggibilità dei condannati attraverso la modifica dell’Atto del 1976 che ne regolamenta l’elezione.

Prima di aggiornarvi sulle ultime novità desidero però attirare la vostra attenzione su una cosa: se seguite questa iniziativa avrete probabilmente già inviato la vostra petizione compilando il modulo sul sito del Parlamento Europeo. Da quello che ho visto attraverso le statistiche del blog siete stati davvero in tanti a farlo.  Ad ogni firmatario il Parlamento Europeo deve poi inviare una risposta con il numero della petizione e l’esito che a questa viene dato, oltre che pubblicarla sul sito della Commissione petizioni del Parlamento Europeo. Ora il problema è che nonostante queste centinaia e centinaia di petizioni inviate molti mi hanno scritto informandomi di non aver ricevuto nessuna risposta dopo l’invio della petizione e la cosa è confermata dall’assenza di qualsiasi petizione riguardante i condannati tra le petizione pubblicate sul sito negli ultimi mesi. E’ come se queste siano “scomparse” nel nulla. Per questo se anche voi avete in passato inviato la vostra petizione ma non avete ricevuto nessuna lettera di risposta vi invito in primo luogo a rinviare la vostra petizione (in fondo al post tutte le indicazioni) e in secondo luogo a denunciare questo “malfunzionamento” al Mediatore europeo in modo che questo possa verificare con il Parlamento Europeo cosa sia accaduto.

Tornando al merito della nostra “battaglia” l’europarlamentare liberale inglese Andrew Duff (ALDE), relatore della proposta di modifica dell’Atto del 1976 in cui chiediamo venga inserita l’ineleggibilità per i condannati ha presentato recentemente la sua bozza e con amara sorpresa ho constatato che all’interno non vi è ancora alcuna disposizione tesa a prevedere l’incompatibilità per i pregiudicati nonostante le tantissime e-mails da questo ricevute e la sua presenza all’interno dello stesso gruppo europeo in cui troviamo gli europarlamentari dell’Italia dei Valori. Duff non sembra ancora molto convinto di una tale esigenza anche se nel rapporto allegato alla proposta scrive (pag 44):

Diversi firmatari dall’Italia chiedono l’ineleggibilità dei condannati al Parlamento Europeo. La regola generale in tutta l’UE, tuttavia, è che quando una sentenza sia stata eseguita o pagata con una pena non c’è alcun impedimento alla riabilitazione, compresa la partecipazione elettorale. Gran parte degli Stati lasciano ai partiti politici - e in ultima analisi, agli elettori - di esercitare il loro potere discrezionale in merito a chi debba essere eletto al Parlamento. Tuttavia, può essere possibile, dopo ulteriori indagini, di introdurre il diritto di revoca sugli europarlamentari, laddove un europarlamentare venga condannato dopo la sua elezione questo potrebbe essere revocato con una petizione da parte degli elettori. Ciò potrebbe essere particolarmente opportuno in casi di uso improprio di fondi pubblici.

E’ un bel passo in avanti ma finché non avremo l’emendamento richiesto non ci fermeremo. Da quanto mi risulta nella stragrande maggioranza dei paesi europei non è possibile partecipare alle elezioni se condannati. Se guardiamo poi agli attuali condannati presenti al Parlamento Europeo in questa legislatura nessuno degli italiani mi risulta abbia scontato la sua pena in carcere. Non vedo quindi perché ci debbano essere regole diverse a seconda che i pregiudicati siano comuni cittadini o europarlamentari.Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge o come nella fattoria degli animali di Orwell alcuni sono più uguali di altri?

Duff farebbe bene ad ascoltare le centinaia di cittadini che hanno scritto anche a lui via e-mail o ancora i suoi colleghi di gruppo dell’Italia dei Valori che avevano nel loro programma alle scorse elezioni europee l’ineleggibilità dei condannati.

Dopo la presentazione della proposta Duff in Commissione Affari Costituzionali (Afco) e in seguito alle nostre sollecitazioni sono arrivate le prime risposte da parte degli europarlamentari italiani.

Roberto Gualtieri (PD/S&D) membro italiano dell’Afco, come testimoniato dal video in testa al post e da quanto gli stesso ha anche scritto sul suo blog , lo scorso 4 maggio nel corso del primo dibattito in Commissione Affari Costituzionali sul rapporto Duff sulla riforma dell’Atto elettorale del 20 settembre 1976 sull’elezione dei membri del Parlamento europeo, nella sua veste di relatore ombra per il Gruppo dei Socialisti e Democratici, ha posto l’esigenza di tenere conto della petizione dei cittadini sull’ineggibilità dei condannati con sentenza definitiva e ha formalmente chiesto ai servizi giuridici della Commissione di esaminare le modalità tecniche con cui tale principio potrebbe essere inserito nella proposta del Parlamento”

Niccolò Rinaldi (IDV/ALDE) capo delegazione dell’Italia del Valori mi scrive che come delegazione IdV presenteranno un emendamento in commisisone AFCO, sul cui testo è stato chiesto a Luigi De Magistris (IDV/ALDE) di preparare una bozza. Inoltre è in preparazione una dichiarazione scritta “Parlamento pulito” da depositare entro giugno, con l’obiettivo di ottenere il maggiore numero di firme di europarlamentari possibili.

In attesa degli sviluppi futuri tra le “curiosità” riguardanti i nostri europarlamentari da segnalare la vicenda che riguarda Potito Salatto (PDL/PPE) unico dei tre membri italiani della Commissione AFCO a non averci mai degnato di risposta, nell’occhio del ciclone in questi giorni per un affitto di un appartamento di circa 160 metri quadri a Roma, nel cuore del quartiere Prati, alla modica cifra di 615 euro al mese

C’è poi uno dei condannati, Vito Bonsignore (PDL/PPE) recentemente rinviato a giudizio per l’inchiesta BNL/SCALATA UNIPOL

E Antonello Antinoro (UDC/PPE) di cui già vi avevo aggiornato del suo “cambio di status” da indagato a rinviato a giudizio per voto di scambio, ultimamente accusato da un nuovo pentito

Chiudendo desidero ringraziare Beppe Grillo per aver dedicato un minipost a questa iniziativa e tutti quelli che tra voi hanno inserito e/o inseriranno sul proprio blog il banner PARLAMENTO EUROPEO PULITO per sostenere questa battaglia.

Bisogna farsi sentire visto che la votazione definitiva sulla proposta di modifica dell’Atto riguardante l’elezione degli europarlamentari è prevista in plenaria  per il prossimo 20 Settembre.

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Dear MEP,
I’m writing to request the amendment of the Act on the election of representatives of the European Parliament by direct universal suffrage, annexed to the Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20 September 1976 (the “Act”) to preclude the European Parliament to be accessed by convicted people. I trust that convicted people must not be able to stand for elections and become Members of the European Parliament.
As you may be aware, the Act does not contain a specific rule on this, and it simply refers to the national laws of the EU Member States. As a matter of fact, in several Member States there is no specific law preventing convicted people to stand as candidates and be elected in the Parliament. As an example, in Italy there is no such law: in fact, Italy is on the top list for number of people that are sitting on both the Italian and the European Parliament despite the fact that they have been sentenced and found guilty.
I know that in Autumn 2008 the Afco Committee started a revision of the Act, namely regarding the minimum age for voters and candidates. I trust a provision preventing convicted people from being elected and from sitting in the European Parliament must be adopted [see Article 190 EC Treaty].
Here below you will find some examples of people convicted in Italy (and abroad) that are currently sitting at the EU Parliament:
Some examples:
- Aldo Patriciello (EPP):
Convicted to four months for illegal financing: in the beginning of the 90s he gave 16 million of italian lires to a “political friend”. He has never been jailed.
-Mario Borghezio (EFD):
In 2005, he was found guilty of arson, for having set fire to the belongings of some immigrants sleeping under a bridge in Turin during a vigilante raid, sentenced to 2 months and 20 days imprisonment, commuted to a fine of 3.040 euros. He has never been jailed.
- Vito Bonsignore (EPP):
Convicted to 2 years of prison for attempted bribery for the contract the hospital of the italian city of Asti. He has never been jailed.
- Nick Griffin (NI):
Convicted for incitement to racial hatred for material denying the Holocaust.
- Jean Marie Le Pen (NI):
Convicted several times for racism or inciting racial hatred.

And the list is even longer…

I consider that this matter falls within the priorities of the legislative term of this European Parliament as evidenced by the public survey published on April 2009 on the European Parliament website (Page 12: “A large percentage of Italians want the candidate eligibility criteria to be revised; this was also the case with most Europeans..”).

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L’EUROPA IN STATO DI SHOCK DOPO LA VISITA ALLE DISCARICHE CAMPANE maggio 2, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente, europa , 1 commento finora

Menomale che ci resta l’Europa!

PARLAMENTO EUROPEO PULITO: CARLO CASINI FA DIETROFRONT “INIZIATIVA MERITEVOLE DI CONSIDERAZIONE” aprile 3, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, parlamento europeo pulito , 5commenti

Rieccoci con un aggiornamento approfondito dell’iniziativa per un PARLAMENTO EUROPEO PULITO, lanciata su questo blog ormai un anno fa e che mira ad ottenere l‘ineleggibilità dei condannati.
Per fare ciò chiediamo la modifica dell’Atto del 1976 riguardante l’elezione degli eurodeputati che spetta alla Commissione Affari costituzionali (AFCO) in cui tra i membri permanenti gli italiani sono tre: Carlo Casini (UDC/PPE), Potito Salatto (PDL/PPE) e Roberto Gualtieri (PD/S&D). Al 6 Novembre scorso, data dell’ultimo aggiornamento dettagliato sullo stato dell’iniziativa, l’unico ad aver risposto, seppur in modo indiretto, era stato proprio il Presidente della Commissione AFCO Carlo Casini che come ricordete aveva scritto che la Commissione da lui presieduta non era in grado di proporre rimedi e non avrebbe di conseguenza dato alcun seguito alla petizione. Nel frattempo migliaia di persone hanno inviato e-mails e petizioni al Parlamento Europeo in sostegno a questa mobilitazione, Sonia Alfano (IDV/ALDE) è intervenuta in plenaria per sostenere la nostra battaglia e qualcosa sembra che cominci a muoversi tanto che qualche giorno fa, ho ricevuto una risposta dallo stesso Carlo Casini, collega di partito del condannato Cuffaro, che tornando sui suoi passi, mi ha scritto l’esigenza da voi rappresentata è meritevole di considerazione, e solleva delicati problemi [...] che la commissione che presiedo sta già esaminando”. Mi ha inoltre informato che l’europarlamentare Andrew Duff (ALDE) e gli altri membri della commissione AFCO, che sono stati informati della nostra proposta, terranno senz’ altro nella dovuta considerazione i nostri suggerimenti nell’ elaborazione della relazione sulla riforma dell’ Atto elettorale del 1976.
Prendo atto della retromarcia di Carlo Casini che smentisce le sue precedenti affermazioni e per cui ora sembra pacifico poter dar seguito e occuparsi di questa proposta che terremo d’occhio nelle prossime settimane affinché venga inserita come modifica all’Atto del 1976 e approvata.
Ma Casini non è stato l’unico a farsi sentire, segno che la nostra attività comincia a raccogliere i primi risultati. Un altro dei 3 europarlamentari italiani membri permanenti della Commissione AFCO, il D’Alemiano Roberto Gualtieri (PD/S&D) mi ha scritto lo scorso 17 Dicembre. Gualtieri si dice “pronto a verificare, anche con l’ausilio degli uffici giuridici del Parlamento la possibilità di inserire il principio dell’ineleggibilità dei condannati con sentenza definitiva.” e mi assicura che non mancherà di tenermi informato circa gli sviluppi del dibattito. Prima di congedarsi però si è lamentato del fatto di aver ricevuto “centinaia di mail del tutto identiche nel contenuto (il testo della petizione è ovviamente uguale per tutti Nda) che “ha come unico effetto di rendere più difficile l’utilizzo della posta elettronica e lo svolgimento del mio lavoro di parlamentare, configurandosi come una forma di spamming“. Inoltre, Gualtieri mi invita “ad un maggior rigore” nella mia campagna: “nell’immagine che compare nel suo sito infatti a fianco delle foto di alcuni deputati condannati vi sono anche quelle di due colleghi del Pd che condannati non sono. Ebbene, credo sia superfluo ricordarle che i principi elementari dello Stato di diritto prevedono la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, e che in nessun paese democratico del mondo sarebbe concepibile privare dei diritti politici un cittadino destinatario di un semplice avviso di garanzia.
Circa l’invio di e-mails: mi dispiace se gli hanno intasato la posta elettronica addirittura rendendo difficile il suo lavoro al Parlamento Europeo ma evidentemente a troppi cittadini proprio non va giù che dei pregiudicati siedano in una autorevole istituzione quale il Parlamento Europeo e che i propri rappresentanti non rispondano a questo problema neanche in Italia (si vedano le 350mila firme che giacciono nei cassetti del Senato italiano per la legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito/Vday) Riguardo infine il suo invito ad un “maggior rigore” nella mia campagna per l’immagine presente sul mio blog desidero far presente che la stessa è intitolata “INDAGATI E CONDANNATI AL PARLAMENTO EUROPEO - 7° LEGISLATURA 2009-2014″ e vengono appunto rappresentanti politici indagati (in verde) e condannati (in rosso). Mi dispiace se la cosa disturba Roberto Gualtieri ma se il PD ha deciso di candidare queste due persone indagate poi bisogna anche assumersene le responsabilità, a maggior ragione se come scrive lo stesso Gualtieri, “i principi elementari dello Stato di diritto prevedono la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, e che in nessun paese democratico del mondo sarebbe concepibile privare dei diritti politici un cittadino destinatario di un semplice avviso di garanzia. ” Nessuno vuole farlo, tanto è vero che la nostra iniziativa è rivolta soltanto ai pregiudicati ma bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica e far presente che il pericolo è sempre dietro l’angolo se i partiti non fanno pulizia al proprio interno. In merito consiglio a Gualtieri di ascoltare cosa diceva Paolo Borsellino in occasione dell’incontro con i ragazzi di una scuola a Bassano del Grappa il 26 Gennaio 1989. Peccato solo che in qualsiasi altro Stato di diritto un politico si dimette immediatamente non appena viene a conoscenza di essere indagato. Basti vedere per ultimo a livello europeo il caso del portoghese Lopes Da Mota, ex Presidente di Eurojust, dimessosi dopo avere ricevuto quello che Gualtieri definirebbe “un semplice avviso di garanzia”. In Italia invece questo non solo non si dimette ma magari viene anche promosso con una bella candidatura al Parlamento.
Dal terzo membro della Commissione AFCO, l’ex democristiano Potito Salatto (PDL/PPE) invece silenzio assoluto, lo stesso Salatto che, come ricorda Sonia Alfano, durante la sua carriera politica “è stato indagato per abuso in atti d’ufficio, falso ideologico, truffa  e concorso in evasione tributaria.”
Degli europarlamentari non presenti in Commissione dopo le tante e-mails ricevute si è fatta sentire anche Debora Serracchiani (PD/S&D) con un timido “farò presente il problema ai miei colleghi in commissione Afco“, degno di nota anche Gianni Pittella (PD/S&D) Vice Presidente del Parlamento Europeo che mi scrive “non mi sono dimenticato della questione che mi hai segnalato e ricordato. La ragione del ritardo nella risposta sta nel fatto che ho affidato l’approfondimento tecnico e giuridico della cosa alla dottoressa omissis grande esperta di materie giuridiche e che sta studiando una possibile formula da proporti.
Peccato però che intervistato qualche tempo dopo dai ragazzi di Qui Bari Libera (video in testa a questo post) ha affermato (min. 5.35) “non lo sapevo…ci sono condannati in via definitiva? sinceramente non lo sapevo e comunque se… io non lo sapevo questo fatto… posso accertare… però.. bisogna vedere la normativa… non so quale sia la normativa rispetto alla.. ai motivi di ineleggibilità, non so se l’essere condannati in via definitiva è un elemento di.. impeditivo della elezione… bisogna vedere la legge, una cosa è il buonsenso e una cosa è la leggeSalvatore Tatarella (PDL/PPE) dice che “non vanno votati” mentre Erminia Mazzoni (PDL/PPE) alla domanda se fosse a conoscenza della presenza di condannati in via definitiva tra i suoi colleghi risponde “non mi sono occupata… ci sono dei cittadini che li hanno votati” però dimentica che per prima cosa molti non sono a conoscenza delle loro condanne e poi se vogliamo dire tutta la verità ci sono anche dei cittadini che votano per amministrazioni comunali che poi vengono sciolte per infiltrazioni mafiose.
Anche dall’estero continuano ad arrivare adesioni, ultima quella dell’Europarlamentare socialista spagnolo Enrique Guerrero Salom (S&D) membro sostituto della Commissione AFCO.
Da notare che l’ineleggibilità dei condannati al Parlamento Europeo è stato anche uno dei punti principali del programma dell’IDV alle scorse elezioni europee quindi non ci dovremmo neanche essere noi qui a battagliare dato che tutti gli eurodeputati dell’Italia dei Valori, prendendo l’esempio di Sonia Alfano e Luigi De Magistris dovrebbero battersi per mantenere l’impegno preso con gli elettori in campagna elettorale.
Un cittadino condannato in Europa non ha, giustamente, alcuna possibilità di lavorare in un’amministrazione pubblica e spesso neanche presso un’azienda privata, né può adottare dei bambini o aprire un’attività commerciale. Un condannato non può lavorare neanche al Parlamento Europeo dato che al’atto dell’assunzione é richiesta la presentazione di un casellario giudiziario recente. Perché allora un politico condannato può andare ad occupare uno scranno al Parlamento Europeo?
Che la questione sia quanto mai urgente e seria lo confermano le cronache giudiziarie di questi ultimi tempi. Uno dei condannati attualmente al Parlamento Europeo, tal Vito Bonsignore (PDL/PPE) Vicepresidente del Gruppo del Partito Popolare Europeo all’Europarlamento, ex democristiano anche lui, condannato a 2 anni di carcere per tentata corruzione per l’appalto dell’ospedale d’Asti (ma di cui non ha scontato neanche un solo giorno, grazie alla sospensione condizionale della pena) è al centro di alcune intercettazioni disposte dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo relativo agli appalti del G8/Protezione Civile.

«La mattina dell’11 marzo del 2009 - scrivono gli inquirenti - l’onorevole Verdini chiede a Fusi (Riccardo, della impresa Btp, ndr) di mettersi in contatto “Vito”». Alla Bpt, azienda protetta e sponsorizzata da Verdini, verranno poi promessi lavori nell’ambito del vertice del G8 della Maddalena e per l’anniversario del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Ma chi è Vito? E’ l’imprenditore ed europarlamentare Vito Bonsignore, un tempo Dc ed ora approdato al Pdl. E Fusi segue il consiglio: «Siamo qua a lottare, mi avevano detto di darti uno squillo». Bonsignore: «Sì, sono a Strasburgo… ho una ipotesi che poi volevo discutere con te… domani che
rientro in Italia ti chiamo…
».Sospettano gli inquirenti: «Non è da escludere che i riferimenti all’onorevole Vito Bonsignore abbiano attinenza con l’esecuzione di alcune grandi opere riferibili al parlamentare europeo». Si tratta, forse, dell’aggiudicazione di gare milionarie per lavori stradali: il governo infatti sbloccherà una serie di fondi Cipe per opere in Sicilia e Lazio.

Infine c’è da segnalare un “cambio di status” per l’europarlamentare Antonello Antinoro (UDC/PPE) da indagato in Sicilia per voto di scambio è ora rinviato a giudizio

Prima di salutarvi desidero ringraziare Sonia Alfano per l’impegno con cui sta sostenendo questa iniziativa (sia con l’intervento in plenaria che con l’inserimento del banner sul suo blog), Beppe Grillo per la pubblicazione dell’iniziativa sulla “rete del grillo” , Luigi de Magistris per aver inserito il banner della campagna sul suo blog,  la giornalista Rosaria Capacchione per il post sul suo blog, Serenetta Monti, Byoblu, e Newropeans.

Auguri di Buona Pasqua a tutti!

ATTIVATI ANCHE TU PER UN PARLAMENTO EUROPEO SENZA CONDANNATI! ECCO COSA PUOI FARE:

Copia/incolla la seguente e-mail :

Dear MEP,
I’m writing to request the amendment of the Act on the election of representatives of the European Parliament by direct universal suffrage, annexed to the Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20 September 1976 (the “Act”) to preclude the European Parliament to be accessed by convicted people. I trust that convicted people must not be able to stand for elections and become Members of the European Parliament.
As you may be aware, the Act does not contain a specific rule on this, and it simply refers to the national laws of the EU Member States. As a matter of fact, in several Member States there is no specific law preventing convicted people to stand as candidates and be elected in the Parliament. As an example, in Italy there is no such law: in fact, Italy is on the top list for number of people that are sitting on both the Italian and the European Parliament despite the fact that they have been sentenced and found guilty.
I know that in Autumn 2008 the Afco Committee started a revision of the Act, namely regarding the minimum age for voters and candidates. I trust a provision preventing convicted people from being elected and from sitting in the European Parliament must be adopted [see Article 190 EC Treaty].
Here below you will find some examples of people convicted in Italy (and abroad) that are currently sitting at the EU Parliament:
Some examples:
- Aldo Patriciello (EPP):
Convicted to four months for illegal financing: in the beginning of the 90s he gave 16 million of italian lires to a “political friend”. He has never been jailed.
-Mario Borghezio (EFD):
In 2005, he was found guilty of arson, for having set fire to the belongings of some immigrants sleeping under a bridge in Turin during a vigilante raid, sentenced to 2 months and 20 days imprisonment, commuted to a fine of 3.040 euros. He has never been jailed.
- Vito Bonsignore (EPP):
Convicted to 2 years of prison for attempted bribery for the contract the hospital of the italian city of Asti. He has never been jailed.
- Nick Griffin (NI):
Convicted for incitement to racial hatred for material denying the Holocaust.
- Jean Marie Le Pen (NI):
Convicted several times for racism or inciting racial hatred.

And the list is even longer…

I consider that this matter falls within the priorities of the legislative term of this European Parliament as evidenced by the public survey published on April 2009 on the European Parliament website (Page 12: “A large percentage of Italians want the candidate eligibility criteria to be revised; this was also the case with most Europeans..”).

For all the above reasons, I’m addressing this request to you, trusting in your sensitivity toward this issue. I urge you to consider an amendment to the Act in the above mentioned manner. I’m confident that any EU citizen has the right to obtain that the position of Member of the European Parliament should not be accessible to any convicted people.

I look forward to receiving an answer from you.
Thank you very much for your consideration.

Best regards
NOME E COGNOME

…E INVIALA:

* AL COMITATO AFFARI COSTITUZIONALI, AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E AI CAPIGRUPPO DEL PARLAMENTO EUROPEO;

*ALLA COMMISSIONE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO

* ISCRIVITI AL GRUPPO SU FACEBOOK

* SCRIVI AL TUO EURODEPUTATO E CHIEDIGLI DI PRENDERE POSIZIONE SULL’INIZIATIVA

* CONTATTA EURONEWS CHIEDENDO DI OCCUPARSI DELL’ARGOMENTO;

* RESTA AGGIORNATO SULL’INIZIATIVA: INVIA UNA E-MAIL PER ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER

* PROMUOVI L’INIZIATIVA IN RETE: INSERISCI IL LOGO SUL TUO BLOG:

Copia e incolla il codice:
http://www.aboliamoli.eu/parlamento_europeo_pulito_2.png

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[PARLAMENTO EUROPEO PULITO] SONIA ALFANO INTERVIENE IN PLENARIA! marzo 25, 2010

Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, parlamento europeo pulito , 3commenti

A Sonia Alfano il mio più grande ringraziamento per aver fatto propria questa iniziativa e averla portata in plenaria.

Tutti gli eletti dovrebbero prendere esempio dall’impegno e dalla professionalità con cui porta avanti il suo lavoro. I suoi elettori sì che sono rappresentati!

ATTIVATI ANCHE TU PER UN PARLAMENTO EUROPEO SENZA CONDANNATI! ECCO COSA PUOI FARE:

Copia/incolla la seguente e-mail :

Dear MEP,
I’m writing you to ask the amendment of the Act concerning the election of representatives of the European Parliament by direct universal suffrage, annexed to Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20 September 1976 to prevent and protect EP from convicted people so that they cannot become European Members of Parliament at Strasbourg and Brussels.
As you may know the above Act today doesn’t say anything on this situation and re-calls only the national laws of the European members so the consequence is that, as, for example, in Italy there is no law that prevents convicted people from becoming elected Italy has the bad record for number of sentenced people who sit not only in Italian Parliament but also in the European one.
I know that a revision of the Act was embarked last autumn by the Afco Committee, dealing with the minimurn age for voters and candidates. I think that the ban to convicted people becoming members of European Parliament could be taken into consideration in this context [Article 190(4) EC Treaty].

Some examples:
- Aldo Patriciello (EPP):
Convicted to four months for illegal financing: in the beginning of the 90s he gave 16 million of italian lires to a “political friend”.
-Mario Borghezio (EFD):
In 2005, he was found guilty of arson, for having set fire to the belongings of some immigrants sleeping under a bridge in Turin during a vigilante raid, sentenced to 2 months and 20 days imprisonment, commuted to a fine of 3.040 euros.
- Vito Bonsignore (EPP):
Convicted to 2 years of prison for attempted bribery for the contract the hospital of the italian city of Asti.
- Nick Griffin (NI):
Convicted for incitement to racial hatred for material denying the Holocaust.
- Jean Marie Le Pen (NI):
Convicted several times for racism or inciting racial hatred.

Please note that this issue falls within the public preferences for the priorities of this legislative term as evidenced by the focus survey published on April 09 the European Parliament website (Page 12: “A large percentage of Italians want the candidate eligibility criteria to be revised; this was also the case with most Europeans..”)

For this reason I’m addressing to you, trusting in your sensitivity toward this problem and asking you to handle to amend the Act to reach the goal above described, conforming the forecasts for all the European Members of Parliament, in a way that in the future there will be no more convicted people in the European Parliament, as it still happens, unfortunately, these days, for serious crimes as well.

I look forward to receiving an answer from you
I thank you in advance
Best Regards
NOME E COGNOME

…E INVIALA:

* AL COMITATO AFFARI COSTITUZIONALI, AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E AI CAPIGRUPPO DEL PARLAMENTO EUROPEO;

*ALLA COMMISSIONE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO

* ISCRIVITI AL GRUPPO SU FACEBOOK

* SCRIVI AL TUO EURODEPUTATO E CHIEDIGLI DI PRENDERE POSIZIONE SULL’INIZIATIVA

* CONTATTA EURONEWS CHIEDENDO DI OCCUPARSI DELL’ARGOMENTO;

* RESTA AGGIORNATO SULL’INIZIATIVA: INVIA UNA E-MAIL PER ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER

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