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Francese, pago le tasse in Italia ma mi negano l’assistenza sanitaria

Da quando, qualche anno fa ho pubblicato su questo blog la guida all’iscrizione anagrafica per i cittadini europei non passa settimana senza che riceva uno o più messaggi da parte di persone che hanno avuto l’idea di venire a vivere in Italia e si scontrano con i muri della burocrazia e l’ignoranza del personale amministrativo.

D’ora in poi pubblicherò i messaggi che riterrò più emblematici con la mia risposta con le indicazioni.

Sperando che serva a diffondere un po’ di conoscenza in più sui diritti dei cittadini europei (che vanno trattati al pari dei cittadini dello Stato, in virtù del principio di non discriminazione e quello di “cittadinanza europea” sancito dai Trattati).

Salve Andrea,

Sono in presa con l’ASL di Bologna per avere diritto alla maledetta tessera sanitaria e non so più a quale santo rivolgermi..

Cercando informazioni su internet sono arrivata al suo blog.

Mi permetto di raccontarle della mia esperienza sperando che potrà suggerirmi magari cosa dovrei fare (veramente io a sto punto sto per lasciar perdere e stare senza nessuna copertura sanitaria..).

Sono francese, arrivata a Bologna 4 anni fa per un dottorato di ricerca. Il dottorato é stato svolto con un contratto CO.CO.CO per i primi due anni e poi un assegno di ricerca per l’ultimo. Pago le mia tasse in Italia da l’inizio e sono quindi fuori dal sistema francese. Dopo l’assegno ne ho avuto un altro di una anno e quest’anno sono andata avanti con un CO.CO.CO di 4 mesi (Gen-Aprile) e un altro COCOCO di sei mesi iniziato a Giugno.

Per ogni contratto che scade, devo andare al ASL a rinnovare la tessera sanitaria.. Questo rinnovamento l’ho fatto al primo assegno di ricerca e poi al secondo. Per il CO.CO.CO di 4 mesi non ho preso neanche la pena di perderci tempo..

Adesso mi ero rimbocata le maniche decisa a chiedere un nuovo rinnovo.

Sono andata al ASL con Carta d’identita (quella italiana per dimostrare la residenza), Tesserino sanitario scaduto e nuovo contratto di lavoro. Da notare che sul contratto sono ben indicate le seguente voce:

IRPEF, regionali IRPEF, INPS, INAIL, IRAP

insomma pago di tutto.

Allo sportello mi hanno rifiutato la domanda, dicendo “voglio vedere la busta paga”.

Sono tornata sta mattina con la mia prima busta paga.. purtroppo ho solo questa per adesso.

E bene, mi hanno rifiutato la domanda dicendo che “non ci si vede la voce IRPEF regionali” sulla busta paga.

E allora come/cosa devo fare io? Forse questa voce IRPEF regionli ci sarà il prossimo mese, o al terzo mese, che ne so io? Non basta che sià scritto nero su bianco nel contratto? Devo stare scoperta finche questa voce aparisca nella busta paga?

Non so più cosa fare. Ho chiamato il numero verde del “progetto Tessera Sanitaria” e mi hanno detto che sembrava tutto in regola ma di chiamare l’agenzia delle entrate per avere maggiori informazioni.

Le chiedo gentilmente un consiglio su come proseguire. E legitimo che loro mi chiedono le buste paga per il rilascio della tessera? E legitimo che mi rifiutano la tessera sanitaria perché sulla mia prima busta paga non é scritto “IRPEF regionali” benché sia scritto nel contratto di lavoro? Come mai io dovrei stare senza copertura sanitaria per tot mesi soltanto perché manca una voce sulla busta paga? Io pago tutte le tasse del mondo in Italia.. ma quale sono i miei diritti? Quali sono i servizi che lo stato mi da in scambio?.. io non ne vedo nessuno…

La ringrazio per i suoi suggerimenti,

Cordiali saluti,

Marion G.

PS: molto divertente la sua rubrica #quantostranistifrancesi !! (dolce Francia, quanto mi manchi..)

La mia risposta:

Gentile Marion,

grazie per il suo messaggio. Purtroppo non né il primo e immagino né l’ultimo di una lunga serie che dimostra quanto l’amministrazione italiana sia dura in particolare nei confronti degli stranieri.

Analizzando il suo caso la richiesta che le fanno è totalmente ingiustificata e priva di basi normative. A questo punto le consiglio di armarsi di forza, pazienza e coraggio e :

- Procedere per iscritto depositando la richiesta che si farà firmare e timbrare con tanto di data (o invii per raccomandata con ricevuta di ritorno)

in questo modo saranno obbligati a risponderle per iscritto e prima di negarla senza basi normative ci penseranno mille volte. Se ciò nonostante lo faranno (o non le rispondono entro un mese) potrà:

- recarsi presso i Carabinieri o la Polizia e presentare una denuncia (contro ignoti) per omissione di atti d’ufficio.

Inoltre le consiglio di provare anche con una denuncia a Solvit, una rete europea per i problemi di cattiva amministrazione (appellandosi al principio di non discriminazione nei confronti di cittadini UE).

Condivido appieno il suo stato d’animo per esserci passato con amici e conoscenti e sulla mancanza di servizi in cambio delle tasse pagate sfondi una porta aperta.

Mi faccia sapere come procede e grazie per l’apprezzamento della rubrica #quantosonostraniquestifrancesi, l’ho immaginata proprio per cercare di svegliare i troppi addormentati italiani che pensano che tutto funzioni (male) come da noi e non si possa fare nulla per cambiare le cose perché “tanto è così”.

A presto

   Andrea

AGGIORNAMENTO 6 Agosto 2015

Ciao Andrea,

Il problema é stato risolto! Dopo il tuo post l’Ausl di Bologna mi ha chiesto di mandarle il mio contratto di lavoro (lo stesso che ho presentato al CUP) insieme a Carta d’identità e vecchio tesserino sanitario. Il giorno dopo, ho avuto la conferma che il mio contratto di lavoro mi dava chiaramente diritto all’iscrizione al Servizio Sanitario e l’agente mi ha invitata a tornare al CUP dove gli agenti erano stati informati della cosa..

Ti ringrazio per i consigli,

Marion