LA STAMPA EUROPEA SCRIVE DI PARLAMENTO EUROPEO PULITO (QUELLA ITALIANA SI METTE IL BAVAGLIO) luglio 29, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, parlamento europeo pulito, politica , 6commentiMentre la stampa italiana continua a snobbare l’iniziativa (a riprova di come sia libera l’informazione nel nostro paese) oggi l’IRISH TIMES, principale quotidiano irlandese, pubblica un articolo su PARLAMENTO EUROPEO PULITO a firma del corrispondente a Bruxelles Arthur Beesley.
Non sarà un caso se l’Irlanda è prima nella classifica di Reporters Sans Frontières sulla libertà di stampa nel mondo.
Qui di seguito l’articolo tradotto in Italiano.
UN ITALIANO CHIEDE L’ESCLUSIONE DEI CONDANNATI DAL PARLAMENTO EUROPEO
Un attivista italiano sta guadagnando consensi nella sua campagna per vietare il Parlamento Europeo alle persone condannate, una misura che impedirebbe tra gli altri al francese di estrema destra Jean Marie Le Pen nonché al leader inglese del BNP Nick Griffin di restare europarlamentari.
Adirato per il fallimento delle autorità italiane nel prendere misure per chiudere il parlamento nazionale agli autori di reati penali, Andrea D’Ambra sta gradualmente guadagnando il supporto per il suo sforzo che mira ad escluderli dall’assemblea europea.
La sua campagna è ispirata dagli sforzi compiuti da uno dei blogger più famosi d’Italia, Beppe Grillo, di ottenere sostegno per un’iniziativa analoga per il parlamento italiano. “È un mio amico” dice D’Ambra del Sig. Grillo.
E’ preoccupato che due europarlamentari italiani del Popolo della Libertà (PDL), partito di Silvio Berlusconi hanno condanne per corruzione, mentre un altro, della Lega Nord, ha una condanna per incendio doloso.
Quattro europarlamentari hanno chiesto le firme dei loro colleghi per una dichiarazione scritta su un “parlamento pulito”, in cui è scritto: “i candidati per le elezioni europee non devono essere stati condannati per corruzione, abuso d’ufficio, incitamento al razzismo o ad azioni criminose connesse al coinvolgimento con la mafia, la criminalità organizzata o al terrorismo “.
Inoltre, la presidenza di turno belga dell’Unione Europea si è impegnata in una corrispondenza privata con il signor D’Ambra per garantire che il Consiglio dei governi dell’Unione europea è pronto ad esaminare ogni proposta di modifica della legge del 1976 che disciplina le elezioni europee.
I sostenitori del Sig. D’Ambra, hanno inviato centinaia di e-mail ai membri della commissione petizioni e affari costituzionali del Parlamento europeo.
L’e-mail in questione chiede di vietare ai deputati condannati di partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo nel quadro di una prossima revisione delle norme sull’età minima per elettori e candidati.
L’e-mail richiama l’attenzione sulla presenza in parlamento di Jean-Marie Le Pen, condannato per aver fatto commenti sprezzanti circa i crimini del regime nazista, e del signor Griffin, condannato per la pubblicazione di una lettera minatoria.
Essa ricorda la condanna nei primi anni 90 del deputato europeo Pdl Aldo Patriciello per aver pagato l’equivalente di 8.000 € per un politico e prende atto che un collega di partito l’europarlamentare Pdl Vito Bonsignore ha ricevuto una sentenza “definitiva” di due anni per il suo ruolo in un contratto truffa ad Asti per dividere una tangente di 1.500.000 € tra la Democrazia cristiana e il Partito socialista.
L’e-mail osserva anche che l’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio ha una condanna per aver dato fuoco, durante un raid, ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino.
La dichiarazione scritta del Parlamento è “sponsorizzata” dall’attivista anti-corruzione franco-norvegese Eva Joly, deputata europea dei verdi, così come dall’europarlamentare liberale italiana Sonia Alfano e dagli eurodeputati socialisti italiani Rosario Crocetta e Rita Borsellino.
La dichiarazione afferma che la funzione legislativa del Parlamento “non dovrebbe essere effettuata da persone che sono state condannate, anche in primo grado ed anche se la sentenza non include l’esclusione dalle cariche pubbliche”. Se firmata dalla maggioranza semplice dei 736 deputati del parlamento, sarebbe pubblicata nel registro. Questa dichiarazione non sono vincolante, ma rappresenterebbe un segnale forte in quanto solo il Parlamento Europeo può prendere l’iniziativa di modificare l’atto del 1976.Arthur BEESLEY, Corrispondente Europeo
IRISH TIMES
29 Luglio 2010
Il rapporto della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo: “la crisi dei rifiuti in Campania non è finita” luglio 26, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : ambiente, europa , aggiungi un commentoDifficilmente ne avrete letto in giro, ancor meno probabilmente ne avrete sentito parlare in tv ma la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo lo scorso 15 luglio ha reso pubblico il rapporto finale dopo la visita di una delegazione in Campania sulla questione dei rifiuti.
Ho appena finito di leggerlo ed è qualcosa di allucinante. Gli europarlamentari membri della delegazione (una “socialista” olandese, un “popolare” tedesco e una “verde” danese) hanno scattato una chiara fotografia della situazione campana dalle origini del problema ad oggi che in qualsiasi altro paese europeo sarebbe pubblicato da tutti gli organi di informazione e farebbe la notizia di apertura dei telegiornali (non esagero).
Il testo del rapporto (PDF) è disponibile qui.
Buona lettura!
[PARLAMENTO EUROPEO PULITO] LA PRESIDENZA DI TURNO BELGA: “SE PARLAMENTO UE PRENDE INIZIATIVA CONSIGLIO PRONTO A ESAMINARLA” luglio 21, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, forio, parlamento europeo pulito, politica , 1 commento finoraNOTA BENE: Tutte le petizioni ricevute devono ricevere risposta (conferma di ricezione e numero della petizione) ed essere successivamente inserite all’ordine del giorno delle sedute della Commissione. Se tempo fa hai già inviato la tua petizione utilizzando il modulo on-line del Parlamento Europeo ma non hai mai ricevuto una risposta dalla Commissione Petizioni scrivi a quest’ultima chiedendo spiegazioni cliccando qui (ip-peti@europarl.europa.eu).

Il Ministro degli Esteri Belga Steven Vanackere
Ecco gli ultimi aggiornamenti sull’iniziativa PARLAMENTO EUROPEO PULITO
Siamo sempre in attesa dell’emendamento promesso da parte del gruppo Italia dei Valori al Parlamento Europeo alla proposta di modifica dell’Atto del 1976 riguardante l’elezione degli eurodeputati presentata dall’europarlamentare Andrew Duff (ALDE, collega di eurogruppo degli europarlamentare IDV) .
Nell’ultimo post vi avevo detto che oltre all’emendamento Sonia Alfano (IDV/ALDE) stava lavorando anche ad una dichiarazione scritta da presentare alla prossima plenaria di Strasburgo, coinvolgendo eurodeputati sia italiani che di altri paesi.
Sonia mi ha recentemente comunicato che purtroppo (ma ciò era prevedibile, leggendo l’Art 123 del Regolamento del Parlamento Europeo ) dall´Ufficio di Presidenza l’hanno informata che tale dichiarazione non può essere accettata in questo momento poiché contiene decisioni su questioni per le quali é attualmente già in corso una procedura (la proposta di modifica di cui sopra).
Recentemente ho scritto di questa iniziativa alla Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea (Belgio). E’ stato un piacere ricevere a stretto giro la risposta da parte del Ministero degli Esteri Belga che mi ha confermato come solo il Parlamento Europeo (art. 223 del Trattato) possa prendere l’iniziativa sulla modifica dell’Atto del 1976. E che se il Parlamento Europeo prendesse una tale iniziativa il Consiglio sarebbe pronto ad esaminarla.
La Presidenza Belga ha anch’essa constatato la presenza di una proposta di modifica dell’Atto riguardante le elezioni in Commissione Affari Costituzionali (AFCO) ma anche che nella bozza non c’è alcun elemento che preveda l’ineleggibilità di candidati condannati. Il consiglio ricevuto anche da loro è quello di far sentire la nostra voce all’Europarlamentare Andrew Duff (ALDE), relatore della proposta di modifica.
Secondo l’agenda on-line dei lavori l’adozione in commissione del rapporto (inizialmente prevista per Settembre) è slittata al 9 novembre 2010 e la discussione in assemblea plenaria indicativamente per il 15 dicembre
Per concludere questo ultimo aggiornamento prima delle ferie estive veniamo alle novità riguardo i nostri “euro-pregiudicati”:
Da segnalare una nuova condanna per Aldo Patriciello (PDL/PPE), già condannato per finanziamento illecito per aver dato agli inizi degli anni novanta 16 milioni di vecchie lire ad un politico amico (mai stato in carcere) il mese scorso (Giugno 2010) è stato condannato dal Tribunale di Campobasso ad 1 anno e 6 mesi per abuso d’ufficio nel processo riguardante la “Fondazione Pavone” . Per tale procedimento lo scorso anno Patriciello aveva chiesto la protezione dell’immunità parlamentare europea ma non ci era riuscito in quanto per gli eurodeputati che l’anno scorso bocciarono a larga maggioranza la richiesta, le malversazioni di fondi pubblici e i reati urbanistici non possono essere equiparati ad un’opinione o a un voto.
Poi c’è Vito Bonsignore (PDL/Vicepresidente PPE) anche lui già condannato a 2 anni di carcere per tentata corruzione per l’appalto dell’ospedale d’Asti (mai stato in carcere). I giornali di queste ultime settimane fanno il suo nome nell’inchiesta sulla scalata BNL (Fiorani parla di 50 milioni e di un conto di Singapore che Bonsignore gli avrebbe dovuto indicare)
Il nome del vicepresidente italiano del PPE spunta anche dalle cronache giudiziarie riguardanti l’indagine sui clan calabresi e le infiltrazioni in Lombardia e nel resto del nord italia (nella quale non risulta però indagato).
Ivano Perego, uno degli arrestati, secondo l’accusa, alla famiglia della ‘ndrangheta Strangio, “sostiene di essere appoggiato bene politicamente e di aver fatto una cena” con “Podestà”, l’attuale presidente della Provincia di Milano. Nel provvedimento il giudice spiega che in una conversazione telefonica intercettata il 24 giugno 2009, Perego parla di questa cena con Podestà, a cui era presente anche Vito Bonsignore, europarlamentare del Pdl, nonché molti industriali di Milano per organizzare l’Expo.
Ne parlano anche qui e persino quelli de “Il Giornale“.
ATTIVATI ANCHE TU PER UN PARLAMENTO EUROPEO SENZA CONDANNATI! ECCO COSA PUOI FARE:
Copia/incolla la seguente e-mail :
Dear MEP,
I’m writing to request the amendment of the Act on the election of representatives of the European Parliament by direct universal suffrage, annexed to the Council Decision 76/787/ECSC, EEC, Euratom of 20 September 1976 (the “Act”) to preclude the European Parliament to be accessed by convicted people. I trust that convicted people must not be able to stand for elections and become Members of the European Parliament.
As you may be aware, the Act does not contain a specific rule on this, and it simply refers to the national laws of the EU Member States. As a matter of fact, in several Member States there is no specific law preventing convicted people to stand as candidates and be elected in the Parliament. As an example, in Italy there is no such law: in fact, Italy is on the top list for number of people that are sitting on both the Italian and the European Parliament despite the fact that they have been sentenced and found guilty.
I know that in Autumn 2008 the Afco Committee started a revision of the Act, namely regarding the minimum age for voters and candidates. I trust a provision preventing convicted people from being elected and from sitting in the European Parliament must be adopted [see Article 190 EC Treaty].
Here below you will find some examples of people convicted in Italy (and abroad) that are currently sitting at the EU Parliament:
Some examples:
- Aldo Patriciello (EPP):
Convicted to four months for illegal financing: in the beginning of the 90s he gave 16 million of italian lires to a “political friend”. He has never been jailed.
-Mario Borghezio (EFD):
In 2005, he was found guilty of arson, for having set fire to the belongings of some immigrants sleeping under a bridge in Turin during a vigilante raid, sentenced to 2 months and 20 days imprisonment, commuted to a fine of 3.040 euros. He has never been jailed.
- Vito Bonsignore (EPP):
Convicted to 2 years of prison for attempted bribery for the contract the hospital of the italian city of Asti. He has never been jailed.
- Nick Griffin (NI):
Convicted for incitement to racial hatred for material denying the Holocaust.
- Jean Marie Le Pen (NI):
Convicted several times for racism or inciting racial hatred.And the list is even longer…
I consider that this matter falls within the priorities of the legislative term of this European Parliament as evidenced by the public survey published on April 2009 on the European Parliament website (Page 12: “A large percentage of Italians want the candidate eligibility criteria to be revised; this was also the case with most Europeans..”).
For all the above reasons, I’m addressing this request to you, trusting in your sensitivity toward this issue. I urge you to consider an amendment to the Act in the above mentioned manner. I’m confident that any EU citizen has the right to obtain that the position of Member of the European Parliament should not be accessible to any convicted people.
I look forward to receiving an answer from you.
Thank you very much for your consideration.Best regards
NOME E COGNOME
…E INVIALA:
* AL COMITATO AFFARI COSTITUZIONALI, AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E AI CAPIGRUPPO DEL PARLAMENTO EUROPEO;
*ALLA COMMISSIONE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO
* ISCRIVITI AL GRUPPO SU FACEBOOK
* SCRIVI AL TUO EURODEPUTATO E CHIEDIGLI DI PRENDERE POSIZIONE SULL’INIZIATIVA
* CONTATTA EURONEWS CHIEDENDO DI OCCUPARSI DELL’ARGOMENTO;
* RESTA AGGIORNATO SULL’INIZIATIVA: INVIA UNA E-MAIL PER ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER
* PROMUOVI L’INIZIATIVA IN RETE: INSERISCI IL LOGO SUL TUO BLOG:
Copia e incolla il codice:

Leggi tutti i post di questa iniziativa
19 LUGLIO luglio 19, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : Senza categoria , aggiungi un commento19 luglio 1992 - 19 luglio 2010 - In Memoria di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta
LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE
Mobilitazione DIGITALE luglio 4, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : battaglie , 2commentiCON 821MILA FIRMATARI Andrea D’Ambra RIUSCÌ A FAR ABOLIRE I COSTI DI RICARICA DEI TELEFONINI
Andrea chi? C’è chi giura risuonasse questo interrogativo nei dorati headquarter delle varie imprese di tlc, da Telecom a Vodafone passando per Tre e Wind. Correva l’anno 2006. Di lì a pochi mesi lo avrebbero conosciuto (e temuto) quell’Andrea D’Ambra, ventitreenne studente alla Federico II di Napoli. Andrea fece partire una raccolta firme su Aboliamoli.eu e – con la complicità di 821mila firmatari – riuscì a far abolire i costi di ricarica.
Così nel 2007 – dopo un intervento europeo – il balzello per le ricariche fu eliminato grazie a un decreto governativo. Causando un mancato introito di centinaia di milioni di euro per le compagnie telefoniche. Se oggi in Italia i costi di ricarica sono un lontano ricordo lo si deve (anche) alla petizione popolare. «È stata la vittoria della rete. I cittadini se uniti in cause comuni possono vincere anche su colossi come i gestori di telefonia mobile», racconta ancora con entusiasmo Andrea D’Ambra, oggi presidente di Generazione Attiva, un’associazione in difesa dei consumatori.
Cittadinanza attiva in salsa digitale. Negli ultimi tempi gli italiani si sono scoperti innamorati delle firme su internet. Passione intergenerazionale: firmano le petizioni in maniera indistinta giovani e silver users, i navigatori dai capelli d’argento che hanno abbracciato la rete pur non essendo nativi digitali. Ma da noi è diverso rispetto alle mobilitazioni (e alle class action) statunitensi. «Queste raccolte firme servono solo per fare da amplificatore di istanze che arrivano dal basso e auspicabilmente per produrre un risultato politico», afferma l’avvocato Guido Scorza, esperto di diritto in rete. E precisa: «Sfortunatamente nel nostro Paese le firme online non servono da un punto di vista giuridico. La nostra Costituzione prevede modalità per far sentire la voce dei cittadini, si pensi agli strumenti di tipo abrogativo come il referendum o a quelli di tipo propositivo come l’iniziativa popolare. Però queste firme sono ancorate alla carta».
Scarso effetto giuridico, ma grande impatto mediatico. Ecco perché, negli ultimi anni, queste iniziative si sono moltiplicate, provocando preoccupazione anche tra le aziende. Con le raccolte firme online sempre più spesso l’impresa può perdere la faccia. Danni non solo di immagine. A risentirne è anche il profitto, soprattutto quando si va ad agire su comunità particolarmente animate. Ha fatto scuola il caso americano della Morin, che ha postato su YouTube un video suggerendo che portare i bambini nelle apposite imbracature avrebbe costretto le mamme a utilizzare i farmaci antidolorifici. La comunità di mamme online (agguerrita in America) si è ribellata e ha raccolto migliaia di firme. Così Morin è stata costretta a fare marcia indietro.
In Italia le raccolte firme hanno sortito più effetti nella Pubblica amministrazione che nelle imprese. A oggi da noi si contano una settantina di campagne attive, promosse da partiti politici, associazioni, gruppi di cittadini. Fenomeno in rete, che spesso esce allo scoperto. È successo alla Valigia blu di Arianna Ciccone. Su Valigiablu.it la giornalista ha raccolto oltre duecentomila firme dopo un servizio proposto dal Tg1 sul processo Mills, quando fu data notizia dell’assoluzione e non della prescrizione. «Valigiablu.it non è nato come raccolta firme, lo è diventato su pressione della rete», precisa Arianna Ciccone, che oggi con la sua valigia gira l’Italia. L’ultimo sit-in l’ha portata in viale Mazzini, con un presidio davanti la sede della Rai.
Specificità dell’Italia in rete, dove trovano spazio raccolte firme che coinvolgono soprattutto comitati cittadini. Così in Liguria si firma per chiedere alla giunta regionale l’approvazione di una legge a tutela del verde urbano. E si firma anche contro l’intubamento delle acque dei fiumi Trebbia, Nure e Aveto. Mentre a Sennori la raccolta firme è contro il randagismo.
D’altronde accendere una raccolta firme è facile e gratuito. Su Petizionionline.it e su Firmiamo.it è possibile inserire la propria mobilitazione. Progetti multilingue e multidominio. Con pochi clic, zero euro e tanta voglia di partecipare.
Giampaolo Colletti - Il Sole 24 Ore - 17 Giugno 2010
L’attivismo si gioca online Contro fumo o pneumatici Class action d’America. Oltreoceano hanno fatto scuola le class action avviate online da ex fumatori contro Philip Morris e Reynolds o la mobilitazione contro Ford e Firestone per i pneumatici difettosi.
www.teledipendente.tv
www.resetnews.it
Per l’acqua bene pubblico Oltre la rete. La firma referendaria non ha valore giuridico online in Italia. Ma il comitato promotore per l’acqua bene pubblico promuove le raccolte firme grazie alla rete.
www.acquabenecomune.org
Niente spese per i cellulari La prima. Una raccolta firme entrata nella storia in Italia. A promuoverla il giovane Andrea D’Ambra. Grazie anche alle 821mila firme raccolte è stato abolito il costo di ricarica dei telefonini.
Spinta a internet Pro banda larga. Si firma per la banda larg a: Antidigitaldivide e Federazione delle micro web tv propongono due raccolte firme. Per chiedere un impegno concreto agli operatori.
www.antidigitaldivide.org
www.femitv.tv
NO AD UN CONDANNATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA NEL CONSIGLIO D’EUROPA! giugno 29, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, mafia, politica , aggiungi un commentoOltre ad essere un Senatore della Repubblica Marcello Dell’Utri, fresco di condanna in appello a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è anche membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
La stessa Assemblea che elegge i giudici della Corte Europea dei diritti umani.
Se anche voi condividete la richiesta di dimissioni/espulsione scrivete al Consiglio d’Europa e passate parola!
1 luglio, sul web “a rete unificata” la diretta della manifestazione contro il bavaglio giugno 29, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : informazione , 3commenti
Giovedì 1 luglio - in occasione della manifestazione nazionale promossa dalla FNSI per la libertà di informazione - la rete delle micro web tv, dei portali iperlocali, delle web tv e web radio d’università, dei blog e video blog e delle piattaforme online create dal basso rilancia online una maratona “a rete unificata”.
L’evento prende il nome di Libera rete e verrà trasmesso dalle ore 17 alle ore 24 di giovedì 1 luglio dal Teatro “Lo Spazio” di Roma, in costante collegamento con piazza Navona a Roma e piazza della Libertà di Stampa a Conselice.
La lunga diretta - ideata e supportata dalla federazione delle micro web tv FEMI (cui StabiaChannel.it aderisce), Altratv.tv, Valigia Blu, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Ipazia Promos e Current - intende presentare per la prima volta “a rete unificata” il ruolo di denuncia di Internet e delle micro web tv italiane nel panorama dell’informazione del Paese: saranno trasmesse le inchieste più significative per mostrare quanto sia condizione necessaria per la democrazia e la legalità la libertà di fare stampa e di essere informati. Ad oggi al progetto hanno aderito anche Repubblica.it, Corriere.it, Rainews24, Il Fatto Quotidiano, Youdem, U-Station, Raduni, Agoravox, Articolo 21, Premio Ilaria Alpi, Anso, Micromega, Generazione Attiva, Istituto per le politiche dell’Innovazione.
La maratona seguirà l’evolversi della manifestazione di piazza Navona e gli eventi correlati promossi dalla FNSI per la libertà di informazione e contro la legge bavaglio. Pertanto si alterneranno le immagini della manifestazione con le inchieste delle micro web tv e dei partner del progetto. Nel corso della maratona interverranno in studio e in collegamento webcam via Skype giornalisti, magistrati, micro-editori delle micro web tv. Uno spazio rilevante sarà dato alla finestra con l’estero, con la partecipazione di osservatori della stampa estera. Le micro web tv porteranno all’attenzione del pubblico anche una proposta concreta: la compartecipazione delle imprese tlc ai costi delle intercettazioni, come peraltro avviene in altri Paesi Europei.
Disinformazione e propaganda pubblicitaria giugno 20, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : consumatori, europa, politica, salute , 4commenti
No, checché ne dicano quelli del gruppo Ferrero, la Nutella non è stata e non sarà messa al bando dall’Unione Europea.
Menomale che esiste ancora qualche europarlamentare libero dalle pressioni delle lobbies!
I furbetti del bavaglino giugno 15, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : giustizia, informazione , aggiungi un commento
Cosa è più importante: controllare il rubinetto o il lavandino? Se controllo il lavandino posso dire a chi lo usa che non deve riempirlo oltre una certa misura; e lui forse mi obbedirà e forse no; e, se non mi obbedisce, io dovrò magari denunciarlo e fargli fare un processo. Allora tutti gli utilizzatori dei lavandini si coalizzeranno contro di me e io farò una figuraccia. E poi magari lo assolvono pure perché riempire i lavandini è un diritto costituzionale. Ma, se controllo il rubinetto, non ho bisogno di ordinare niente a nessuno: lo chiudo e l’acqua non arriva più. E del lavandino facciano quello che vogliono. Ecco, questo è quello che sta facendo questo legislatore furbastro. Il mondo dell’informazione si è ribellato? Facciamogli credere che ci hanno toccato il cuore. Ma sì, figlioli, pubblicate pure, con un po’ di cautela, “per riassunto”, ma sia mai che la libertà di stampa sia conculcata. E se eccedete non vi preoccupate, multe piccoline (non poi tanto) e prigione finta, qualche giorno con la condizionale o agli arresti domiciliari o l’affidamento in prova al servizio sociale.
Fare gli eroi vi costerà poco. E anche a noi soci della premiata Cricca costerà poco; tanto, che pubblicano? Siamo in una botte di ferro: senza intercettazioni i magistrati si attaccano, non ci scopriranno mai; e se non ci scoprono non fanno i processi; e se non fanno i processi non c’è niente da pubblicare. Soldi e impunità, impunità e soldi, questo è il nostro radioso futuro. Credete che sia una diagnosi sbagliata, magari eccessivamente pessimista? State a vedere.
1) Si può intercettare solo per 75 giorni; poi si smette. Però magari gli intercettati parlano di questa o quella operazione, di questa o quella banca dove far arrivare i soldi, di questo o quell’appalto su cui ci si deve mettere d’accordo: discorsi promettenti ma ancora vaghi. Allora si può continuare; ma solo per tre giorni, previa autorizzazione di tre giudici del Tribunale del capoluogo di Provincia a cui bisogna mandare tutto il fascicolo e la richiesta di prorogare l’intercettazione. Mettiamo che i giudici autorizzino e l’intercettazione continui; dopo tre giorni ci risiamo, i soldi sono arrivati ma se ne debbono mandare un po’ anche a un altro amico, l’appalto s’è bloccato, si deve sentire cosa ne pensa l’assessore, quello che tu sai… Che si fa? Niente paura, l’intercettazione continua; per altri tre giorni; previo, si capisce, invio del fascicolo ai tre giudici del Tribunale capoluogo di Provincia (che magari non sono più quelli di prima e debbono ristudiarsi tutto daccapo). E via così magari per un anno o due. Non c’è che dire, una cosa agile ed efficiente.
2) Non si può intercettare se il motivo per intercettare è costituito solo dal contenuto di un’altra intercettazione. Cioè esattamente quello che capita nel 99 per cento dei casi. I nostri intercettati chiacchierano e fanno riferimento a “lui”, a quello che deve dare il via. Ne fanno anche il nome e il cognome. In un paese normale si corre a intercettare “lui”; e, poco dopo, li si arresta tutti perché “lui” ha chiacchierato per bene al telefono. Ma il nostro non è un paese normale, è il paese di B&C; qui serve garantirsi l’impunità. E così il telefono di “lui” non si intercetta. “Lui” spiegherà ai suoi servi, sgherri, sicari, associati (fate voi) quello che vuole che facciano, dalla corruzione al falso in bilancio, passando per la frode fiscale e il contrabbando; loro eseguiranno e i magistrati non ne sapranno mai nulla.
3) Nel caso di reati commessi da ignoti non si può intercettare senza consenso della parte offesa. Che non c’è mai in tutti i casi di estorsione perché gli estorti hanno paura. Per anni i sequestri di persona non sono stati denunciati dai parenti che avevano paura che i sequestratori facessero del male all’ostaggio; e per anni i riscatti sono stati pagati all’insaputa di forze dell’ordine e magistratura, nella speranza di veder tornare il loro caro. Che invece restava in prigionia finanziata proprio con questi soldi. Nelle regioni a controllo mafioso del territorio (lo sanno B&C che sono almeno quattro?) l’economia sarà progressivamente strangolata da un’estorsione sempre più organizzata e aggressiva. Ma non è vero!, dicono indignati (per finta) questi ipocriti: per mafia e terrorismo si intercetta senza dire niente a nessuno, senza limiti di tempo e senza autorizzazioni della parte offesa! E già, perché lo sanno tutti che un omicidio, un incendio, un pestaggio sono sempre e solo reati di mafia: hanno l’etichetta appiccicata sul colletto delle vittime: made in Mafia. Capisco che cultura giuridica ed esperienza giudiziaria in questa gente latitano. Ma un po’ di cinefilia? Qualcuno si ricorda Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto? Tutti convinti che si tratta di mafia o politica; invece si tratta di assassinio passionale. Può capitare il contrario, anzi in genere è proprio così che vanno le cose: chi ci dice che il nostro morto ammazzato non lo hanno fatto fuori moglie e amante? Come si motiva al gip la asserita certezza che si tratta di assassinio di mafia e che servono le intercettazioni no limits?
4) Come ho detto, furbastri sono. Così, finito con i paletti giuridici, siccome non si sa mai cosa ti combinano questi pm comunisti, hanno previsto gli ostacoli pratici. Vuoi intercettare? Allora prendi i tuoi 23 faldoni, caricali sulla macchina (che la Procura non ha oppure è rotta oppure non c’è la benzina) e portali al Tribunale del capoluogo del distretto (per dire, da Aosta a Torino). Lì, consegna tutto a un cancelliere (che non c’è perché il personale amministrativo è inferiore del 40% rispetto a quello che servirebbe) che deve annotare su apposito registro la consegna. Poi aspetta che 3 giudici (che non ci sono perché sono tutti impegnati a fare processi che si prescriveranno tra un anno e bisogna spicciarsi se no fanno la fine dei processi di B, “assolto” perché colpevole prescritto) decidano che sì, si può intercettare; a questo punto corri a riprenderti i tuoi faldoni e attacca i telefoni. Per 15 giorni, attenzione, perché poi devi chiedere le proroghe (ogni 3 giorni!) e tutto il va e vieni dei faldoni ricomincia daccapo. Se manca la benzina, la macchina o il cancelliere, sei fregato. Dura lex sed lex. Ma l’ha fatta Alfano! Sempre lex è.
Bruno Tinti - Da il Fatto Quotidiano, 11 giugno 2010
PRESENTI E ASSENTI AL PARLAMENTO EUROPEO UN ANNO DOPO LE ELEZIONI giugno 10, 2010
Inviato da Andrea D'Ambra in : europa, politica , 15commenti
Magdi Cristiano Allam (UDC/PPE) l’europarlamentare italiano più assenteista secondo Votewatch
Il 6 e 7 Giugno 2009 si svolgevano le elezioni europee per la VII legislatura (2009-2014). Ad un anno di distanza grazie a VOTEWATCH che l’ha stilata, pubblichiamo la classifica degli europarlamentari italiani in base al numero di presenze a Strasburgo e Bruxelles.
Da questa possiamo vedere che ai primi posti, con il 100% di presenze troviamo 7 eurodeputati.
Gli stakanovisti sono 2 del PD ( Caronna e Gualtieri) 3 della Lega (Fontana, Rossi e Scottà) e 2 del PDL (Iacolino e La Via ). Per quanto riguarda gli eletti nelle fila dell’IDV il più presente risulta essere Luigi De Magistris con una sola assenza in plenaria (97,83% di presenze).
Scorrendo la classifica salta agli occhi il risultato deludente ottenuto da Debora Serracchiani, quella che doveva essere la “giovane promessa” del PD si ritrova al sestultimo posto con 31 presenze su 46 (67%) e 706° su 733 nella classifica generale.
Negli ultimi 5 posti, tra i più assenteisti troviamo Ciriaco De Mita (Udc), Vincenzo Iovine (IDV), Alfredo Antoniozzi (PDL), Alfredo Pallone (PDL) e, maglia nera per l’Italia in Europa con il più alto numero di assenze all’ultimo posto Magdi Cristiano Allam (UDC/Io amo l’Italia) con appena il 52% di presenze in plenaria (24 giorni su 46) si colloca agli ultimissimi posti anche nella classifica generale delle presenze di tutti gli eurodeputati (727° posto su 733 ). Forza Magdi, il 733° posto non è lontano! Per ora è occupato dall’europarlamentare rumeno George Becali che si è recato all’Europarlamento soltanto in 15 occasioni su 46 (32,61%)
La classifica
1 - 7 Salvatore CARONNA S&D 100.00 %
1 - 7 Lorenzo FONTANA EFD 100.00 %
1 - 7 Roberto GUALTIERI S&D 100.00 %
1 - 7 Salvatore IACOLINO PPE 100.00 %
1 - 7 Giovanni LA VIA PPE 100.00 %
1 - 7 Oreste ROSSI EFD 100.00 %
1 - 7 Giancarlo SCOTTÀ 100.00 %
8 - 10 Mario MAURO PPE 97.96 %
8 - 10 Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS PPE 97.96 %
8 - 10 Francesco Enrico SPERONI EFD 97.96 %
11 Pier Antonio PANZERI S&D 97.92 %
12 - 13 Francesca BALZANI S&D 97.83 %
12 - 13 Luigi de MAGISTRIS ALDE/ADLE 97.83 %
14 Vittorio PRODI S&D 97.73 %
15 Gianni PITTELLA S&D 95.92 %
16 - 20 Carlo CASINI PPE 95.65 %
16 - 20 Lara COMI PPE 95.65 %
16 - 20 Andrea COZZOLINO S&D 95.65 %
16 - 20 Leonardo DOMENICI S&D 95.65 %
16 - 20 Potito SALATTO PPE 95.65 %
21 - 23 Gabriele ALBERTINI PPE 93.88 %
21 - 23 Herbert DORFMANN PPE 93.88 %
21 - 23 Fiorello PROVERA EFD 93.88 %
24 Giommaria UGGIAS ALDE/ADLE 93.48 %
25 Elisabetta GARDINI PPE 92.86 %
26 - 27 Niccolò RINALDI ALDE/ADLE 91.84 %
26 - 27 Gianluca SUSTA S&D 91.84 %
28 - 29 Raffaele BALDASSARRE PPE 91.30 %
28 - 29 David-Maria SASSOLI S&D 91.30 %
30 Iva ZANICCHI PPE 90.48 %
31 Sergio Gaetano COFFERATI S&D 89.80 %
32 - 35 Luigi BERLINGUER S&D 89.13 %
32 - 35 Silvia COSTA S&D 89.13 %
32 - 35 Guido MILANA S&D 89.13 %
32 - 35 Licia RONZULLI PPE 89.13 %
36 Patrizia TOIA S&D 87.76 %
37 - 45 Roberta ANGELILLI PPE 86.96 %
37 - 45 Antonello ANTINORO PPE 86.96 %
37 - 45 Antonio CANCIAN PPE 86.96 %
37 - 45 Paolo DE CASTRO S&D 86.96 %
37 - 45 Carlo FIDANZA PPE 86.96 %
37 - 45 Barbara MATERA PPE 86.96 %
37 - 45 Erminia MAZZONI PPE 86.96 %
37 - 45 Amalia SARTORI PPE 86.96 %
37 - 45 Salvatore TATARELLA PPE 86.96 %
46 Gianni VATTIMO ALDE/ADLE 85.71 %
47 Mario BORGHEZIO EFD 85.42 %
48 - 49 Mara BIZZOTTO EFD 84.78 %
48 - 49 Tiziano MOTTI PPE 84.78 %
50 Sergio BERLATO PPE 83.67 %
51 - 54 Sonia ALFANO ALDE/ADLE 82.61 %
51 - 54 Pino ARLACCHI ALDE/ADLE 82.61 %
51 - 54 Paolo BARTOLOZZI PPE 82.61 %
51 - 54 Giovanni COLLINO PPE 82.61 %
55 - 56 Francesco DE ANGELIS S&D 80.43 %
55 - 56 Marco SCURRIA PPE 80.43 %
57 - 58 Rosario CROCETTA S&D 79.59 %
57 - 58 Claudio MORGANTI EFD 79.59 %
59 - 60 Cristiana MUSCARDINI PPE 77.55 %
59 - 60 Matteo SALVINI EFD 77.55 %
61 Crescenzio RIVELLINI PPE 76.09 %
62 - 64 Vito BONSIGNORE PPE 73.91 %
62 - 64 Clemente MASTELLA PPE 73.91 %
62 - 64 Mario PIRILLO S&D 73.91 %
65 Aldo PATRICIELLO PPE 69.57 %
66 - 67 Rita BORSELLINO S&D 67.39 %
66 - 67 Debora SERRACCHIANI S&D 67.39 %
68 Luigi Ciriaco DE MITA PPE 65.22 %
69 Vincenzo IOVINE ALDE/ADLE 60.42 %
70 Alfredo ANTONIOZZI PPE 58.70 %
71 Alfredo PALLONE PPE 56.52 %
72 Magdi Cristiano ALLAM PPE 52.17 %




















